walla89 di walla89
Ominide 50 punti

Feuerbach, Ludwig (3)

Dapprima fu un convinto hegeliano; con lo scritto del 1839 “Critica della filosofia hegeliana” però, egli si distaccò dalla filosofia hegeliana.

Le sue opere più importanti sono: L’essenza del cristianesimo, L’essenza della religione, Lo spiritualismo e materialismo e La critica all’idealismo.

Per Feuerbach l’idealismo fornisce una visione rovesciata delle cose rendendo il concreto (l’uomo) un attributo dell’astratto (Dio); l’idealismo fa figurare ciò che viene prima con ciò che viene dopo.

Nell’"Essenza del Cristianesimo" egli analizza il ruolo delle religione nella storia degli uomini, egli afferma che NON E’ DIO AD AVER CREATO L’UOMO, MA L’UOMO AD AVER CREATO DIO. Dio è quindi solo una proiezione illusoria di tutte le migliori qualità umane (regione, volontà, bontà). Gli uomini hanno creato un Dio a loro immagine e somiglianza e nella religione si configura il primo mero indiretto passo dell’AUTOCOSCIENZA DELL’UOMO.

Secondo il filosofo quindi la religione e la teologia devono trasformarsi in ANTROPOLOGIA, ovvero da studio di Dio a studio dell’uomo.

L’ idea di Dio nasce nell’uomo in tre modi:
• DISTINZIONE TRA INDIVIDUO E SPECIE: essendo l’uomo un essere dotato di autocoscienza di sé anche come specie oltre che come individuo, egli si sentirà debole e limitato come individuo e infinito e onnipotente come specie. Da ciò nasce l’ idea di Dio che non è altro che una personificazione immaginaria delle qualità della specie.
• OPPOSIZIONE TRA VOLERE E POTERE: consiste in un’opposizione che porta l’individuo a costruirsi una divinità in cui tutti i suoi desideri (volere) appaiono realizzabili (potere).
• DIPENDENZA DELL’UOMO NEI CONFRONTI DELLA NATURA: sentimento che porta l’uomo ad adorare quelle cose senza le quali non potrebbe esistere (luce, aria, acqua).
Indipendentemente dall’origine della religione, essa costituisce ALIENAZIONE, ovvero uno stato in cui l’uomo “scindendosi”, proietta fuori di sé una potenza superiore (Dio), alla quale si sottomette. La presa di coscienza del fenomeno genera la NECESSITA’ DELL’ATEISMO; l’uomo deve recuperare in sé le qualità che ha proiettato fuori di sé.
La filosofia di Feuerbach fa dell’uomo l’oggetto e lo scopo del discorso filosofico (umanismo), e della natura, che è la realtà primaria da cui tutto dipende (naturalismo).

Il nucleo della sua filosofia è: il rifiuto di considerare l’individuo come astratta spiritualità, e la concezione dell’uomo come essere che vive, che soffre, che gioisce e che avverte una serie di bisogni dai quali si sente dipendente. L’uomo è quindi condizionato dal corpo e dalla sensibilità: L’UOMO E’ CIO CHE MANGIA.
Feuerbach sostiene che se si vogliono migliorare le condizioni spirituali di un popolo bisogna innanzi tutto migliorare le sue condizioni materiali; da ciò deriva un grande amore per l’umanità. La sua filosofia finisce così per risolversi in una forma di FILANTROPIA, culto dell’uomo, che però non è EGOISMO.

Registrati via email