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CARTESIO

VITA
I temi fondamentali della filosofia rinascimentale diventano nella filosofia cartesiana i termini di un nuovo problema, in cui sono coinvolti sia l’uomo come oggetto sia il mondo oggettivo, Cartesio è il fondatore del razionalismo, ossia di quella filosofia moderna che vede nella ragione il principale organo di verità. Dopo aver partecipato alla guerra dei Trenta Anni, Cartesio si rifugia in Olanda, dove comincia la stesura della sua prima opera, un trattato sulla metafisica. Sulla scia di Galileo, anch'egli scrive un trattato sul mondo che però tarderà a pubblicare in seguito alla condanna di Galilei; non mancherà però di pubblicare tre saggi di fondamentale importanza che furono sulla diottrica, sulle meteore e sulla geometria; a queste tre opere egli premette una prefazione intitolata "Discorso sul metodo".

FILOSOFIA
L’orientamento, il criterio ed il metodo di Cartesio è allo stesso tempo pratico e teorico, infatti, questo vuole distinguere il vero dal falso soprattutto in vista delle utilità e dei vantaggi che ne potranno derivare in un uso terreno la filosofia di Cartesio non risulterà quindi puramente speculativa, ma avrà anche un risvolto pratico. Cartesio, con questa idea di filosofia, vuole dunque dare un contributo tangibile agli uomini nella vita di tutti giorni, il metodo quindi deve essere di orientamento unico e semplice, in modo da essere utile all’uomo in ogni campo: dal teoretico al pratico e che come fine ultimo abbia il vantaggio dell’uomo nel mondo.

REGOLE
Il compito quindi che si impone Cartesio è quello di formulare delle regole del metodo, fondare mediante una ricerca metafisica il valore assoluto e universale del mondo e infine dimostrare la fecondità che il metodo utilizza per spiegare tutti i vari ambiti del sapere. L’esposizione delle regole del metodo le possiamo ritrovare nel discorso sul metodo; esse sono quattro: evidenza, analisi, sintesi ed enumerazione e divisione. Per quanto riguarda l’evidenza, Cartesio impone di accettare come vero solo ciò che si presenta alla mente in modo chiaro e distinto, la seconda regola del metodo è quella dell’analisi, Cartesio, infatti, afferma che per affrontare un problema bisogna che questo venga suddiviso in problemi più semplici. La terza espone il concetto di sintesi con la quale si passa da conoscenze più semplici alle più complesse; gradatamente la quarta ed ultima afferma in sostanza di controllare l’applicazione delle due regole precedenti, in quanto con l’enumerazione si controlla il corretto procedimento d'analisi.

DUBBIO METODICO
Cartesio, con la sua filosofia, opera un'azione di critica verso tutto il sapere già dato. Il filosofo afferma che per conoscere la verità bisogna interrompere l’assenso ad ogni conoscenza già sperimentata, considerando tutto come falso quindi giungendo a dubitare di tutto. Cartesio, infatti, affermava che se un principio anche mediante questa critica riusciva a non essere messo in dubbio questo poteva considerarsi saldissimo. Nella sua critica egli pone sia le conoscenze sensibili, essendo queste talvolta illusorie, sia le conoscenze matematiche. L’idea che anche le certezze matematiche siano illusorie deriva dalla concezione di Cartesio, secondo cui esse siano state create da un “genio maligno”. Vengono così messe in discussione dal filosofo anche quelle che venivano definite “verità eterne”, giungendo quindi ad estendere il dubbio ad ogni cosa universale, creando così il cosiddetto ”dubbio iperbolico”.

Nel dubbio più totale di Cartesio si può trovare una prima certezza, quindi io devo esistere e essere qualcosa. La proposizione “io esisto” quindi si configura come una cosa assolutamente vera, infatti, può dubitare solo chi esiste: "cogito ergo sum". La proposizione cogito ergo sum rappresenta lo stato in cui sono io non se esisto se non come cosa che dubita, ovvero come cosa che pensa. La proposizione “io esisto” identifica quindi una proposizione secondaria che è “ io sono un soggetto pensante”, cioè uno spirito, un intelletto ed una ragione. La mia esistenza come oggetto pensante è certa, ma non ciò che io penso. La filosofia cartesiana mira dunque a ricercare l’esistenza del soggetto pensante, il cui esistere è prova della conoscenza umana e della validità dell’azione umana sul mondo.

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