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Voltaire: definizione di Metafisica

La definizione di Voltaire della metafisica fu scritta come precisazione alle critiche che erano state sollevate da sue alcune precedenti affermazioni: la definizione che ne emerge è negativa poiché essa diventa un “romanzo della mente”, un qualcosa di inventato, a differenza delle vera conoscenza, quella geometrica il cui compito è quello di calcolare e misurare: tutti gli oggetti elencati da V. come esempi di metafisica (il ragionamento che non può essere lungo, largo, alto, solido en appuntito, l’anima che produce il ragionamento, gli spiriti e Dio che conosciamo per mezzo delle sue opere) denotano alcune delle caratteristiche dell’illuminismo: il fatto che Voltaire parli del ragionamento delle persone denota l’idea elitaria della conoscenza per gli illuministi che si ergono al di sopra delle altre persone; quando Voltaire afferma che possiamo conoscere Dio attraverso le sue opere si può ravvisare una concezione tipicamente deista; egli poi non elenca i sentimenti ma essi fanno comunque parte delle metafisica in quanto non possono essere misurati: quindi anche i campi della conoscenza che non sono geometrici non possono essere conosciuti con chiarezza. Da ciò si vede come per gli illuministi esista un solo metodo di usare la ragione, che diventa misura della realtà, ossia il metodo geometrico, che dovrebbe essere esteso ad ogni campo della conoscenza. Infine si può sottolineare come l’idea di fondo del movimento è che la ragione costituisce una linea di demarcazione che vede le conoscenze all’interno di questa ipotetica circonferenza certe e quelle all’esterno non utili ed il criterio per stabilire la loro collocazione è la misurabilità.

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