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CUSANO

La speculazione di Cusano si fonda su 2 concetti fondamentali:
1) l’infinità di Dio; cioè la sua infinita distanza dall’uomo
2) la docta ignorantia; cioè l’idea che l’uomo divenga consapevole di poter tendere alla Verità.

In Dio si realizza la coincidenza degli opposti, poiché in lui vengono a coincidere tutti gli attributi, anche quelli fra loro contrari. Dio è e non è, nello stesso tempo, sostanza. Dio è il “massimo”, è tutto ciò che di più grande possiamo pensare, ma è anchee il “minimo” perché non si può negare che alla sua infinita semplicità appartenga anchee il minimo. Per Cusano la coincidenza degli opposti viene confermata con l’ausilio della matematica, ossia mediante il concetto matematico di infinito: aumentando gradualmente il diametro di un cerchio, aumenta la circonferenza; aumentando il diametro all’infinito, la circonferenza diviene infinita tanto da configurarsi come una retta infinita che va a coincidere con il diametro.

Il rapporto tra Dio e mondo viene spiegato dicendo che Dio è la Complicario di tutte le cose e ne diviene l’ explicatio, dispiegandosi nelle cose stesse, ma rimanendo sempre al di là di esse, come l’unità che genera la molteplicità restando sempre sé stessa. L’universo così creato è un “Dio contratto”; cioè un Dio realizzato nel mondo, che si manifesta nel mondo.

FICINO

Per Ficino la filosofia non può essere disgiunta dalla religione. Secondo il filosofo la filosofia deve essere una pia filosofia, cioè nello stesso tempo, analisi razionale e iniziazione religiosa, mentre la religione deve essere una Docta Regligio, ossia fede nella rivelazione e sforzo di riflessione sui contenuti di questa. Con Ficino la libertà umana viene valorizzata come la possibilità dell’anima di liberarsi dai residui materiali del mondo. L’anima è infatti intesa come copula mundi , punto di unione e di snodo dell’universo, luogo nel quale si incontrano e s’intrecciano le “cose superiori” e le “cose inferiori”. Essa si colloca al centro dell’universo: fra i corpi e le qualità, da un lato, e la realtà angelica e divina dall’altro. L’anima è immortale ed è contemplazione della bellezza del creato. Essa vede nell’armonia e nella bellezza delle cose un riflesso di Dio.
Ficino riprende il motivo dell’eros, quell’impulso amoroso che trascina l’anima dal mondo dell’esperienza a quello delle Idee eterne. Inoltre egli fornisce un importante contributo alla riflessione estetica rivalutando la funzione dell’arte: essa in quanto imita il bello ideale, è l’espressione visibile della Verità divina.

PICO DELLA MIRANDOLA

Al centro del pensiero di Pico vi è l’idea della libertà e dignità dell’uomo. A differenza di ogni altra creatura l’uomo è stato creato da Dio senza alcuna natura circoscritta da limiti rigidi. La sua natura è quella di "non avere natura", ma di saperla determinare secondo le proprie libertà, decidendo se mirare in alto, verso Dio, o guardare in basso scendendo al livello animale. L’uomo diverrà quindi ciò che ha deciso di essere: bestia, animale razionale, anima e figlio di Dio. Proprio muovendo dal problema della libertà dell’uomo, Pico, valuta in modo opposto il contributo che ad essa viene fornito rispettivamente dalla magia e dall’astrologia. La magia è un mezzo fondamentale per ascendere al divino. Se la magia naturale consente all’uomo di controllare le forze dei processi della natura, quella cabalistica consente di elevare la mente umana alla sfera sovraceleste e al divino. L’astrologia, viene attaccata da Pico perché costituisce una negazione stessa della libertà. Essa infatti assegna impropriamente ai corpi celesti di poter influire sulle vicende umane, togliendo agli uomini la libertà di scegliere. Per lui quindi, l’astrologia, non ha alcun valore.

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