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- Le critiche alla tradizione aristotelico-tolemaico

Il modello a epiciclo era troppo complesso e era incompatibile con le sfere concentriche contigue e solide, di materiale cristallino. La diffusione delle teorie pitagoriche e neoplatoniche aveva rafforzato l’idea della razionalità dell’universo deve essere ordinato e coerente. Era identificato con la simmetria, l’armonia matematica e la semplicità, la molteplicità dei fenomeni doveva essere spiegata con il minimo delle cause.

- Il modello eliocentrico di Copernico

Copernico assorbì la cosmologia neopitagorica e neoplatonica convintosi della verità dell’eliocentrismo fin dal primo decennio del 500 per molto tempo non rese pubblica la sua teoria per timore delle reazioni.
- al centro dell’universo di trova il Sole Immobile e anche la sfera delle stelle fisse è immobile, ovvero la volta celeste di dimensioni grandissime che “contiene” il cosmo.

- i moti sono apparenti e sono dovuti ai due moti della Terra: rotazione (su se stessa, è causa dell’apparente moto diurno dei cieli), rivoluzione (intorno al Sole, è causa dell’apparente moto annuo e dei pianeti lungo l’eclittica).
- le fermate e le retrogradazioni dei pianeti si verificano quando la Terra, muovendosi lungo la propria orbita, raggiunge e supera un altro pianeta che a sua volta si muove intorno al Sole, il pianeta sembra fermarsi e retrocedere.

- La teoria copernicana: conservazione e innovazione

Secondo alcuni studiosi Copernico sarebbe stato un conservatore se non addirittura l’ultimo dei tolemaici perché l’astronomo portò nel nuovo modello dell’universo molti elementi di quello antico, considerava infatti il cosmo come un sfera finita con al centro il Sole e limitata dal cielo delle stelle fisse.
Riprese anche l’idea che tutti i moti fossero perfettamente circolari o composti di moti circolari e che i cieli siano composti di materia solida (orbi solidi). Lo spazio non è infinito e ci sono luoghi più nobili (il centro, il sole) e altri meno nobili, appartiene a una concezione pitagorica platonica.
Nonostante questi elementi la teoria copernicana fu molto innovativa: dilatò molto la sfera delle stelle fisse solo facendo diventare la distanza Terra-Sole impercettibile si poteva ammettere che la Terra si muovesse attorno al Sole senza che un osservatore sul nostro pianeta registrasse variazioni della propria posizione rispetto alle stelle fisse, avvicinandosi o allontanandosi da esse, sono variazioni impercettibili. Pensò alla Terra come un pianeta facendo cadere l’opposizione tra i cieli e il mondo sublunare, si affermò quindi la concezione del cosmo come realtà unitaria soggetta alle stesse leggi fisiche.

- Le critiche all’eliocentrismo

Attribuiva alla dottrina un valore fisico cosmologico (la riteneva una descrizione vera di come sono realmente fatti i cieli) anche se c’erano argomenti contrari alla teoria:
- dal punto di vista fisico se la terra si muovesse i corpi in caduta/sospesi nell’aria dovrebbero essere lasciati indietro dal moto della terra e poiché non accadeva la terra doveva essere ferma.
- dal punto di vista teologico il moto della terra e l’immobilità del sole urterebbero contro le Sacre Scritture dove c’è scritto che Giosuè rivolgendosi al Sole l’avrebbe invitato a fermarsi per portare a termine una battaglia vittoriosa, dunque il sole si muove.

- L’eliocentrismo: ipotesi matematica o descrizione del cosmo?

Era però un’ipotesi comoda e utile per calcolare le posizione dei pianeti nel cielo, il teologo luterano Andreas Osiander in una lettere introduttiva del De revolutionibus, anonima e forse dello stesso Copernico, afferma che la tesi copernicana doveva essere accolta come una pura ipotesi matematica utile per il calcolo e la previsione dei moti planetari.

A intendere la tesi copernicana come una descrizione fisicamente vera del cosmo furono in pochi tra cui Keplero, Giordano Bruno e Galileo Galilei.

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