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Leibniz contro Newton: la controversia sul calcolo infinitesimale

Leibniz fu un pensatore tedesco che visse in un’epoca in cui la Germania era ancora legata alle antiche istituzioni proprie del sacro romano impero, non soltanto perché vi erano ancora i sette grandi elettori che eleggevano l’imperatore ma anche tantissime corti e signori, che amavano circondarsi di letterati e intellettuali. Una volta divenuto famoso per le sue ricerche filosofiche che andavano anche contro alcuni aspetti particolari del pensiero di Cartesio, verrà infatti ospitato e richiesto in svariate corti, grazie a cariche e incarichi culturali, dove trascorse gran parte della sua esistenza: infatti fondò una prestigiosa accademia e venne anche nominato direttore di una biblioteca. A causa dei suoi continui spostamenti, durante i quali doveva continuamente fare i conti con la difficoltà di trasportare il suo materiale personale e con i problemi derivanti dal fatto che mentre in una corte poteva avere a disposizione un testo da cui traeva le sue tesi in un’altra tale testo poteva non essere presente o difficile da reperire, e per il fatto che fu un pensatore poliedrico, che non si occupò soltanto di filosofia ma anche di matematica, scienza, logica, non riuscì a scrivere un’opera che raccoglieva il suo pensiero in modo organico. Perciò riuscì a portare a termine soltanto una minima parte del suo lavoro: un celebre esempio del suo lavoro disorganico ed improduttivo fu la questione del calcolo infinitesimale, un problema che la filosofia si poneva dai tempi di Zenone e che fu risolto da Newton, il quale riuscì per primo a brevettare tale scoperta. In realtà tale scoperta venne fatta in contemporanea anche da Leibniz che, dal punto di vista matematico era giunto alla medesima conclusione di Newton in un altro modo: Newton però fece subito brevettare tale scoperta, che viene ancora oggi riconosciuta come sua, mentre Leibniz, a causa della confusione dei suoi appunti, ci mise più tempo a riordinare la sua teoria e si decise troppo tardi a descriverla in un libro che poi pubblicò: non appena il libro venne pubblicato fu accusato di plagio poiché non sapeva che Newton aveva pubblicato un libro con la stessa teoria. Morì poco tempo dopo tale accusa e, sebbene sia stato molto richiesto in vita, poi fu completamente dimenticato. La vita di Leibniz ci testimonia già due aspetti caratterizzanti la sua vita: la grande passione che aveva per la scienza e il fatto che, come Pascal era contro Cartesio dall’interno del sapere scientifico, anche lui è convinto che studiando a fondo la scienza si capisce che la concezione puramente meccanicistica attuata da Cartesio era errata: ma è proprio qui che si cela la distanza che lo separa anche da Pascal perché mentre quest’ultimo afferma che Cartesio ha sbagliato dal punto di vista filosofico, Leibniz sostiene che c’è stato un errore scientifico da parte di Cartesio.

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