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Condillac - Mondo esterno

Condillac, pure ammettendo l’esistenza del mondo esterno che si avverte mediante il tatto, non determina la natura di questa realtà, cioè non dice se la sua essenza sia materiale o spirituale, affermando che questo è un problema che oltrepassa le capacità conoscitive dell'uomo.
Accetta l'esistenza dell'anima, dotata di un sentimento fondamentale (la coscienza del proprio essere), che costituisce il centro di riferimento di tutte le attività psichiche e consente il passaggio dalla semplice sensazione iniziale alla memoria, al giudizio, agli atti volitivi. L'anima, che possiede la funzione di pensare, è sostanza semplice, immateriale e immortale.

Scrive nel suo "Trattato delle sensazioni":" Poiché la statua è capace di memoria, non può essere un odore senza ricordare di essere stata un altro odore. Ecco la sua personalità: se potesse dire io, lo direbbe in tutti i momenti della sua esistenza, e ogni volta il suo io comprenderebbe tutti i momenti di cui conserva il ricordo. Finché non muta, esiste senza riflettere su se stesso; ma, appena muta, giudica di essere attualmente lo stesso di quel che era prima, e dice io. L'io è la coscienza di ciò che esso è e, insieme, il ricordo di ciò che è stato e non è più.

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