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Auguste Comte è considerato il padre del positivismo. Dapprima amico e sostenitore del filosofo Saint-Simon, poi, dopo la rottura della loro amicizia, comincia ad elaborare una filosofia personale. La scienza positiva per il filosofo è la risposta a tutti i problemi dell’umanità. L’intento ultimo di Comte è però quello di costruire una filosofia della Storia che si trasforma e divinizza, nel secondo periodo della sua vita, e diventa religione dell’umanità.
Il punto di partenza della sua filosofia è la legge dei tre stadi: ciascuna branca della conoscenza umana passa attraverso tre stadi, quello fittizio o teologico, quello metafisico o astratto e quello positivo o scientifico. Il primo stadio è rappresentato dall’uomo che tenta di capire il principio unico delle cose e quindi arriva a darsi risposte che obbligatoriamente fanno entrare in gioco agenti sovrannaturali e fittizi in grado di rispondere a queste determinate esigenze (esempio: chi ha

creato il mondo? perché viviamo? risposta: Dio, gli dei). Il secondo stadio differisce dal primo solo perché gli agenti sono sostituiti da forze (filosofie new age, alchimia, culto della natura, essenze). Il terzo e ultimo stadio rinuncia a rispondere a domande di cui è chiaro non è possibile avere una risposta certa e si concentra sulle leggi positive, effettive e invariabili del funzionamento di ciò che circonda l’uomo. Comte fa corrispondere ad ogni stato un tipo di organizzazione statale: monarchia assoluta, sovranità popolare e organizzazione scientifica della società sociale. Siccome delle tre filosofie nessuna prevale sull’altra, il mondo sociale è in uno stato di confusione che tormenta i popoli civilizzati. Comte tenta di organizzare e classificare tutte le scienze positive per grado di semplicità crescente formando una gerarchia: astronomia, fisica, chimica, biologia e sociologia. La matematica non è compresa perché è il punto di partenza di ogni scienza positiva, la logica non è compresa perché è il metodo concreto utilizzato in ogni scienza positiva, un’applicazione della matematica. La psicologia non è presente perché non è una scienza: non si può osservare in presentia un fenomeno psicologico, quindi non è scientifico.
Accanto alle scienze positive manca però quella della fisica sociale, ossia lo studio positivo dei fenomeni sociali. La sociologia o fisica sociale, quindi, per Comte è il modo in cui i fenomeni sociali sono soggetti a leggi naturali che ne rendono possibile la previsione. Si divide in statica e dinamica, la statica mette in luce la relazione necessaria e universale che hanno le varie parti del sistema sociale, la statica dinamica riguarda il progresso dell’umanità, continuo e graduale: la Storia. Comte sogna una società sociocratica, basata sulla sociologia, con lui a capo di essa, dove la scienza sia il dominio dell’uomo positivo sulla natura.
La Storia in Comte viene divinizzata, come abbiamo detto all’inizio. La filosofia positiva deve diventare religione positiva. L’umanità nel suo insieme, l’uomo del passato, presente e futuro e la Storia, il racconto dello sviluppo e del progresso dell’uomo che diventa positivo, devono sostituirsi a Dio. L’umanità è un concetto storico e sociale più che biologico, la tradizione ininterrotta e progressiva del genere umano, il “grande essere”, sempre socialmente parlando che va verso il positivismo. L’umanità non è che una tradizione divinizzata.
La morale del positivismo di Comte è vivere per gli altri, a servizio dell’animale sociale che è l’umanità. Accanto agli istinti egoistici dell’uomo ne sono di simpatici, il positivismo è adatto a coltivare questi istinti più che gli altri stadi.

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