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Cartesio, nella sua morale provvisoria, necessita delle regole per la vita quotidiana. focalizziamoci in particolare sulla seconda, che citiamo direttamente con le parole dell'autore in traduzione.“La seconda massima era di esser fermo e risoluto, per quanto potevo, nelle mie azioni, e di seguire anche le opinioni più dubbie, una volta che avessi deciso di accettarle, con la stessa costanza come se fossero le più sicure: imitando in ciò i viaggiatori, i quali, se si trovano smarriti in una foresta, non debbono aggirarsi ora di qua e ora di là, e tanto meno fermarsi, ma camminare sempre nella stessa direzione, e non mutarla per deboli ragioni, ancorché l'abbiano scelta a caso, perché, così, anche se non vanno proprio dove desiderano, arriveranno per lo meno alla fine in qualche luogo dove probabilmente si troveranno meglio che nel fitto della boscaglia. E così, quando, come spesso accade nella vita, le azioni non ammettono indugio, e non sia in poter nostro discernere le opinioni più vere, non c'è dubbio alcuno che dobbiamo seguire le piú probabili; “ chiarissima anche questa citazione, che ricorda che è bene in una situazione di incertezza imporsi fermezza nelle azioni ma ance nelle opinioni a cui ci si determina. Viene utilizzata l’immagine qui del viandante perso nel bosco, ma che sceglie una sola direzione, anche casualmente, e di seguirla. Anche questa regola è suggerita dalle necessità della vita, che obbligano le persone ad agire anche in mancanza di elementi sicuri e beni definiti, ma anche questa regola perde ogni carattere provvisorio quando la ragione entra chiaramente in possesso del metodo. In presenza del metodo ci dev’essere costante risoluzione nel seguire tutto ciò che la ragione consiglia, senza che ci si lasci deviare da passioni e affetti. Questo Cartesio lo esprime in una lettera del 1645, ben dopo il discorso e posteriore anche alla metafisica.

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