Ominide 1907 punti

Cartesio segue il principio che la causa di una idea non può contenere minore perfezione e realtà dell’idea che produce. Quindi ogni idea deve avere una causa che sia ad essa proporzionale e proporzionata. Quindi le idee avventizie potrebbero derivare da cause esterne, ma essendo imperfette potrebbero anche essere il frutto della creazione del soggetto e quindi non corrispondere a oggetti realmente esistenti, come le idee fattizie. Ma se questo discorso potrebbe valere per le idee avventizie e fattizie non può valere per le idee innate. Si prenda in considerazione l’idea innata per eccellenza, cioè Dio, che designa una sostanza infinita eterna immutabile onnisciente e onnipotente. Ma visto che l’uomo è un essere imperfetto, finito, come potrebbe darsi da sé l’idea di un essere perfetto, infinito, di cui un essere onnisciente che in quanto tale non può dubitare? La conclusione a cui Cartesio giunge è che la sola presenza nell’uomo di una tale idea dimostra l’esistenza di Dio come sua causa.

L’idea di Dio secondo Cartesio è chiaramente innata, trovandosi all’interno di un soggetto che si percepisce costantemente come finito, e non infinito, consapevole di non sapere, continuamente in dubbio. Visto che l’uomo è un essere imperfetto, come può darsi da sé l’idea di un essere infinito? La risposta è immediata: la sola presenza nell’uomo di infinito dimostra l’esistenza stessa di Dio, giacchè la causa di Dio non posso esser io, privo della proporzionalità per farlo. Da molti storici questo argomento è chiamato “marchio di fabbrica” perché è Dio che imprime in mente l’idea della sua esistenza. Si suppone che ciò che è chiaro e distinto sia vero, per dimostrare l’esistenza di Dio, proprio quel Dio che deve garantire che ciò che è chiaro e distinto è vero. Ma Cartesio sembra non dare particolare seguito al circolo vizioso già da molti individuato e proseguire divendo che quando io mi scopro come essere pensante in quanto dubitante, mi comprendo immediatamente come illimitato, ma per pensarmi come imperfetto è necessario che mi paragoni anche solo implicitamente al modello della perfezione. Il modello dell’infinito è Dio.

Registrati via email