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Cartesio

Nacque il 31 Marzo del 1596, in Francia. Suo padre era di origini nobiliari. La madre morì di parto. Cartesio fu affidato alle cure della nonna e di una nutrice. Si laurea in diritto canonico e civile, e quindi presta il servizio militare. Tra il 1620 ed il 1625 compie una serie di viaggi nel nord Europa. Muore a Stoccolma nel 1650.
Le sue opere furono messe all’Indice dei libri proibiti della chiesa Cattolica nel 1653. Cartesio si può considerare il primo filosofo dell’epoca moderna.

Progetto
Cartesio accetta la sfida dello scetticismo,mettendo in dubbio l’intero sistema delle conoscenze:
1. il sapere sensibile e comune;
2. il sapere scientifico e matematico.
Da vita al progetto di rifondazione della conoscenza,decidendo di azzerare tutte le nozioni acquisite.
Il dubbio cartesiano è alla base del suo “metodo”, poiché tende a stabilire i requisiti minimi di certezza delle nostre conoscenze: egli nel dubbio trova la certezza su cui fondare il suo metodo. Cartesio considera tutto falso e mette in dubbio tutto, arrivando ad una sola conclusione: cogito ergo sum (io penso dunque sono; se penso,io esisto; perchè posso dubitare di tutto tranne del fatto che sto dubitando ne deriva così che per pensare debbo esistere). Tale certezza è il primo mattone su cui Cartesio edificherà la conoscenza.

Formazione
Cartesio rimane molto impressionato dalle scoperte scientifiche dell’epoca. Le quali,le aveva appreso nel collegio di La Filiche(scuola gesuita).
La scuola riproponeva il pensiero Aristotelico,nella versione cristiana di Tommaso d’Aquino.
Ma Cartesio rimase molto deluso da tale formazione,e da autodidatta lesse molti libri di svariati argomenti. Terminò comunque i suoi studi,poi decise di compiere una serie di viaggi per poter conoscere Il gran libro del mondo.

Libro del mondo
1618: - fece il servizio militare sotto il principe che liberò i Paese bassi dagli spagnoli;
- conobbe il medico Beekman,il quale lo incitò agli studi di fisica,algebra e Geometria.
1619: - si arruola nell’esercito Cattolico di Massimiliano di Baviera;
- durante quel inverno fece tre sogni rivelatori della missione filosofica che Dio gli stava affidando:
1.rinnovare la filosofia;
2.sconfiggere lo scetticismo;
3.costruire un nuovo sistema capace di spiegare il mondo fisico e spirituale.
1620: - abbandona ogni impegno militare;
- visita la Germania, l’Olanda e l’Italia.
Nel Discorso sul metodo il viaggio diventa metafora dell’ansia del filosofo di liberarsi della cultura libresca.

IL CIRCOLO DI MERSENNE A PARIGI E IL TRASFERIMENTO IN OLANDA
1625-1628: - va a Parigi;
- fu in stretto contatto con il circolo del padre francescano Marino Mersenne;
- studiò i problemi scientifici;
- scrisse Le regole per la direzione dell’intelletto.
1629: - si trasferì in Olanda;
- scrisse e pubblicò: - discorso sul metodo(introduzione a tre saggi scientifici seguenti);
- la diottrica;
- le metafore;
- la geometria.
1631: - muoiono il padre e la figlia;
- compose e pubblicò: - le meditazioni metafisiche sulla filosofia,prima in Latino per il pubblico dotto europeo. I critici dell'epoca scrissero Le obiezioni. Queste due opere costituiscono un documento fondamentale del dibattito filosofico del 1600. nell’opera ha grande spazio lo sviluppo del tema del dubbio.
1644: - pubblicò i principi di filosofia scritto in latino per gli intellettuali delle università,i teologi e i gesuiti. L’opera doveva sostituire i vecchi testi
aristotelici e scolastici dell’epoca. L’esposizione è essenzialmente impersonale.

Lettere e ultimi anni
Cartesio ha avuto una corrispondenza con la principessa Elisabetta e la regina Cristina di Svezia,e con entrambe affrontò i problemi morali.
Cartesio fu invitato da quest’ultima in Svezia dove morì nel 1650,a causa di una polmonite.
Dopo la sua morte a Parigi fu pubblicata la sua ultima opera,Le passioni dell’anima. Nell’opera l’autore ritiene che le passioni non debbono determinare la condotta umana. E attraverso l’esercizio filosofico,l’uomo deve cercare di controllare le passioni per non diventarne schiavo.

Communicazione Filosofica
Cartesio voleva liberare gli uomini dai pregiudizi,attraverso il retto uso dell’intelletto.
1633: - condanna di Galileo Galilei da parte del Santo Uffizio;
- Cartesio decide di non pubblicare Il mondo, poiché aderiva alla nuova Cosmologia.
Cartesio nelle sue opere utilizza varie forme di comunicazione per poter comunicare meglio con il pubblico e raggiungere i propri obiettivi:
1.una varietà di strategie comunicative sia nello stile che nella lingua;
2.varie metafore:le tre metafore principali sono il sogno,il viaggio ed il genio maligno. Esse rendono gradevole il discorso e rivestono una funzione filosofica,nel momento in cui l’autore demolisce il vecchio pensiero e decide di rifondere il linguaggio della filosofia;
3.miscela sapientemente il latino ed il francese;
4.un’attenta strategia espositiva:
- la forma epistolare: l’autore affida le ansie,le preoccupazioni della ricerca,la difesa, e il sostegno del proprio pensiero;
- la forma del dialogo:nell’opera incompiuta “La ricerca della verità mediante il lume naturale”,mette a confronto la posizione dei moderni con quella degli scolastici e degli accademici;
- la forma classica del trattato filosofico:nell’opera “i principi della filosofia”,l’autore cerca di parlare e di farsi accettare dai professori e dagli studenti delle università;
-nelle meditazioni:usa una scrittura problematica. Racconta dell’uomo che mette in discussione tutto il sapere tradizionale,fino a dubitare della propria esistenza;
-attraverso la narrazione della propria biografia:nell’opera “i discorsi sul metodo” affronta tutti i temi della sua filosofia senza dare molto spazio allo sviluppo del dubbio.

Ragione utile
la verità,sul mondo circostante e sulla vita,è accessibile all’intelletto che sappia dotarsi di un adeguato metodo d’indagine.
dopo l’accertamento dell’autore che la ragione è per natura uguale a tutti gli uomini,ne segue che l’uomo deve saperla anche applicare bene.
Cartesio attribuisce alla 2giusta applicazione della ragione” molta importanza nel metodo. Ed è solo grazie all’utilizzo pratico della conoscenza che si avrà del processo civile e materiale degli uomini.

Ricerca della certezza
Metodo: in Cartesio indica il procedimento ordinato della ricerca della verità,basato su alcune regole essenziale capaci di farci evitare l’errore e di guidarci con sicurezza sulla strada della conoscenza.
Le regole per la guida dell’intelletto:
- è un opera giovanile;
- l’autore osserva che la matematica e la geometria dispongono di un ottimo metodo,poiché sono discipline che vertono attorno a un oggetto ben definito e chiaro;
- con il termine “matematica” non intende riferirsi solo agli algoritmi e alle formule,ma anche a ciò che viene mostrato in modo evidente e preciso.
Il discorso sul metodo:
- scritta dieci anni dopo “le regole per la guida dell’intelletto”,in essa l’autore è in grado di esporre le quattro regole del metodo:
1. la regola dell’evidenza:tale regola prescrive di riaccettare come vere solo le idee chiare e distinte. Si condanna la spontanea tendenza degli uomini a dare giudizi affettati;

2. la regola dell’analisi:tale regola prescrive di dividere ogni problema nelle sue parti elementari,che risolte individualmente ,rendono più facile la soluzione del problema;
3. la regola della sintesi:tale regola prescrive di passare dalle conoscenze più semplici ed elementari a quelle più complesse. Da qui l’idea che tutte le verità derivino le une dalle altre e siano legate tra loro;
4. la regola dell’enumerazione:tale regola prescrive di fare sempre enumerazioni complete e revisioni generali.
Alla loro base c’è l’esigenza cartesiana di dare un ordine alla mente nella ricerca della verità. Cartesio sostiene che la nostra mente,pur avendo immense è limitata dai tanti pregiudizi che l’affollano e dalla debolezza della volontà.
Il metodo non è in grado,da solo,di garantire la certezza delle nostre conoscenze né di fondare in modo sicuro la validità del nostro sapere.

Dubbio
Dubbio metodico:è un dubbio universale e totale,che rifiuta ogni opinione che sia anche lontanamente sospettabile di falsità. Cartesio lo ritiene il “mezzo” per raggiungere a un principio saldo(cogito ergo sum),su cui fondare la conoscenza.
Le meditazioni metafisiche:
- il tema dell’opera è il dubbio;
-il filosofo revoca il dubbio a ondate successive a partire dalla realtà del sensibile:
1.i sensi a volte ci ingannano;
2. come quando ci fanno credere che il bastoncino immerso nell’acqua sia ricurvo,ma in realtà non lo è;
3.è prudente non dar loro completa fiducia.
Come facciamo a distinguere le esperienze vere sia da svegli che in sogno?
Cartesio afferma che non è possibile,e che ci sono conoscenze che dobbiamo considerare vere sia da svegli che in sogno(la geometria e la matematica;ma neppure di loro dobbiamo fidarci).
Il genio maligno:nelle “Meditazioni” il dubbio assume un estensione universale. giungendo a ipotizzare l’esistenza del genio maligno. Il quale dimostra come non abbiamo alcuna garanzia che la nostra certezza abbia una consistenza reale.
Cartesio osserva che,finché,non abbiamo raggiunto nessun punto certo,possiamo ipotizzare che siamo stati creati da un genio maligno che ci vuole ingannare.
Quindi tutto ciò che vedo,sento,immagino e giudico è falso e ingannevole.
Qui il dubbio ha raggiunto la sua più vasta estensione possibile,diventando universale.
Dubbio iperbolico:rappresenta l’estensione massima del dubbio e arriva a coinvolgere ogni cosa diventando assolutamente universale.
Cartesio pensa però che per poter essere ingannati bisogna esistere. Io penso dunque esisto è l’unica verità che il dubbio non può indebolire.

Cogito
cogito:è la verità originaria grazie alla quale ,sconfitto il dubbio,la filosofia può ricostruirsi su nuove basi,soggettive e razionali.
Cartesio osserva che siamo esseri pesanti e che finché continuiamo a pensare,siamo certi di esistere. Successivamente si domanda,per quanto tempo io esisterò?
La proposizione,io penso io esisto,è da considerarsi vera. Di conseguenza tutto ciò che pensa è vivo,io penso,quindi io vivo.
1.Il cogito è il frutto di un intuizione della mente;
2.si parte dall’esperienza del dubbio;
3.si coglie colui che dubita di tutto;
4.perché,finché pensa è sicuro di esistere.
5.quindi si guadagna la certezza della propria esistenza.
Questa certezza non riguarda l’esistenza del nostro corpo o dei corpi degli altri,ma riguarda il nostro pensiero e tutte le altre determinazioni essenziali(io scrivo al pc,sono certo di esistere in quanto percepisco il pc,ma non sono sicura dell’esistenza del pc).
L’esito del cogito è il raggiungimento della certezza del mio esistere come soggetto pensante,e non come un essere dotato di un corpo. Io sono ed esisto come soggetto pensante.
Questa conclusione cartesiana fu duramente attaccata dai critici dell’epoca,come ad esempi Pierre Gassendi afferma:”uno spirito siamo e non una cosa che pensa”.

Contrasto della Certezza
Da dove deriva questa certezza? Perché deve considerarsi assolutamente vera?
Cartesio rispose che la verità del cogito dipende dal fatto che io la intuisco come assolutamente chiara e distinta,e che un idea è chiara quando balza agli occhi in modo chiaro e immediato(l’autore ricorre all’esempio dei mal di denti,un esperienza dolorosa e assolutamente chiara per chi lo subisce).
Un idea è distinta quando è separata da ogni altra e definita in se,in modo tale da non poter essere confusa.
Le idee di chiarezza e distinte si richiamano a vicenda:
- un idea è distinta in quanto è anche chiara,ed è chiara in quanto è definita con precisione e non confusa dalle altre;
- Cartesio scopre tre tipologie di idee nella propria mente:
1. le idee che derivano dall’esperienza o avventizie:idee che si riferiscono a oggetti esterni;
2. le idee da noi inventate o fittizie:sono l’idea della chimera,l’idea del cavallo alato,l’idea delle sirene o l’idea degli scienziati al riguardo del sole e dell’universo;
3. le idee innate:idee che si trovano in noi(ma non possono essere state create da me,né essermi state pervenute dall’esterno).

Dio
Tra tute le idee che troviamo nella mia mente,soltanto due si presentano assolutamente certe:
1.l’idea del cogito: quella che mi rappresenta a me stesso come essere pensante;
2.l’idea di Dio: l’idea dell’essere perfetto.
Le altre idee,delle cose corporee e inanimate,sono incerte e dubbiose.
Le altre qualità,la luce,i colori,i suoni,gli odori,il caldo,il freddo ecc., sono oscure e confuse. Si ignora che tali qualità siano idee reali oppure d’esseri chimerici o inesistenti.
L’idea di Dio è un idea immersa da Dio nella nostra mente.
Marchio di fabbricazione:celebre argomento che allude a Dio e che imprime nella nostra mente l’idea della sua esistenza(come l’artista che firma la sua opera).
Dal momento che l’idea di Dio non può avere come causa me stesso,e ancora meno,nessuna altra cosa esterna a me,se deve concludere con somma certezza che Dio esiste,il quale ma ha creato e ha impresso in me l’idea dell’essere perfetto.
Secondo argomento della certezza di Dio:consiste nel supporre che Dio non esista e nel chiedersi da che cos’altro potrebbe derivare la propria esistenza(l’io pensante). 1. non può derivare da se poiché non può essere Dio stesso;
2. non può derivare dai genitori o da altri enti imperfetti,poiché non sono Dio;
3.quindi solo Dio può aver creato l’uomo.
Prova ontologica:è un’altra prova dell’esistenza di Dio(contenuta nel quinto libro delle “meditazioni”). Dio deve esistere necessariamente,perché non possiamo pensare all’idea di Dio senza includere l’esistenza nella sua natura o essenza. L’assoluta perfezione implica necessariamente l’esistenza di un essere perfetto.
L’argomento cartesiano può essere suddiviso in due parti:
1.Dio è definito come un essere assolutamente perfetto;
2.l’assoluta perfezione implica necessariamente l’esistenza di Dio(la conclusione è che Dio deve necessariamente esistere).
Per Cartesio,solo ‘idea di Dio,in quanto idea dell’essere perfetto,deve comprendere in sé anche l’esistenza di Dio.
L’esistenza di Dio garantisce che la verità è oggettiva.

Certezze
La propria esistenza e l’esistenza di Dio sono le due verità fondamentali,grazie alle quali,il pensiero di Cartesio può uscire dal soggettivismo dell’autocoscienza e riconoscere l’esistenza di tutte le altre cose.
All’inizio della quarta Meditazione il filosofo afferma:
- solo grazie alla certezza dell’esistenza di Dio,l’uomo può intraprendere il cammino per arrivare alla conoscenza delle altre cose dell’universo;
- il cammino può essere suddiviso in tre passaggi fondamentali:
1. primo passaggio: consiste nel riconoscere che se Dio è l’essere perfetto non può che essere anche buono,e dunque,non può ingannare gli uomini. Altrimenti sarebbe maligno e di conseguenza imperfetto. Se Dio è perfetto allora,il sapere che la ragione umana raggiunge in modo chiaro e distinto deve ritenersi assolutamente certo.
2. secondo passaggio: fa supporre che noi abbiamo ricevuto da Dio la facoltà di giudicare e di distinguere il vero dal falso.
3. terzo passaggio: l’errore esiste? L’esperienza ci porta a riconoscere che siamo soggetti a un infinità di errori,che non derivano da Dio,ma da noi stessi. L’errore umano non dipende dall’intelletto che Dio ci ha donato,ma dalla volontà,che è in noi.
Per non commettere errori dobbiamo delimitare il nostro giudizio alla sfera delle dimostrazioni matematiche e di quei aspetti dell’universo fisico che possiamo conoscere in modo chiaro e distinto.
La materia: si caratterizza per la sua estensione(lunghezza,larghezza e profondità). Può essere rappresentata in forme matematiche precise,con chiarezza e distinzione.
Grazie al metodo della chiarezza e della distinzione,Cartesio ha potuto aprire la via alla conoscenza del mondo fisico.
Circolo logico: per provare l’esistenza di Dio devo fidarmi dell’intelletto,ma senza la conoscenza di Dio non poso garantire di aver trovato la verità.
Cartesio rispose che quando percepiamo in modo chiaro e distinto una proposizione(3+2=5),non è necessario chiamare in causa Dio per accettarci della sua validità.
L’esistenza di dio è un criterio aggiunto all’evidenza soggettiva del cogito,e garantisce l’evidenza delle altre conoscenze.
L’ateo:non è sorretto dalla fede di Dio e ha seri problemi a riconoscere l’universo e le sue leggi.
Lo scienziato:è sorretto dalla fede di Dio,grazie alla quale è certo di non sbagliare quando identifica e collega le leggi naturali in un tessuto complesso di conoscenza.
La scienza cartesiana trova in Dio la sua più alta garanzia e fondazione.

Mondo
L’esistenza del Dio benevolo mi garantisce che i miei sensi non mi ingannano quando percepisco con evidenza le cose fisiche e dunque che esiste il mondo.
Cosa possiamo conoscere veramente del mondo fisico?
Nella seconda meditazione Cartesio fa l’esempio del pezzo di cera:
- si ha un pezzo di cera duro,freddo,resistente al tatto che ha il sapore e l’odore del miele dei fiori;
- lo si riscalda e il pezzo di cera acquista calore e perde la forma,l’odore e il sapore diventando liquido.
- se trascuriamo tutte le caratteristiche sensibili,percepiamo qualcosa di esteso nello spazio;
- tale natura non ci viene rivelata dai sensi,ma viene colta soltanto dal nostro intelletto.
Cartesio ritiene che la conoscenza scientifica si ottiene attraverso l’intelligenza e che,essendo le cosiddette “qualità secondarie”,mutevoli e variabili da soggetto a soggetto,l’oggetto della scienza è costruito soltanto dalla forma geometrica(spaziale)delle cose fisiche,ossia dall’estensione.
La scienza studia solo le proprietà stabili e immutabili delle cose,ossia le proprietà che increscono stabilmente nella sostanza estesa.
La scienza cartesiana è oggettiva e quantitativa,perché depurata di tutti gli aspetti qualitativi e di ogni imprecisione derivante dalle sensazioni soggettive.

Res Extensa
La fisica cartesiana:è un sistema semplice e rigorosamente meccanico. Si riconduce a due principi fondamentali:
1.la materia inerte;
2.la quantità di moto
che Dio vi ha impresso nella creazione dell’universo e che rimane cosante.
Le tre leggi che regolano il moto dei corpi:
1.inerzia:ogni parte di materia continua nello stato in cui si trova e non lo cambia se non per l’effetto di una causa esterna;
2.moto rettilineo:ogni parte di materia che si muove tende a continuare a muoversi secondo linee rette;
3.conservazione della quantità complessiva del moto:un corpo in movimento che ne incontra un altro più forte di sé non prede nulla del suo movimento,se invece ne incontra uno più debole ne perde tanto quanto gliene cede.
Nell’universo ogni parte si muovo,ma alcune con un moto più veloce,altre con un moto meno veloce.
Le scienza è interessata anche alle esperienze e all’osservazione dei fenomeni naturali.
La scienza deve adoperare il metodo dell’esperimento.
Deve mettere alla prova le proprie ipotesi osservando attentamente i fenomeni naturali.
Finalismo della natura:nel medioevo assume un carattere religioso:Dio avrebbe conformato tutte le cose,in modo tale da servire al benessere dell’uomo. Cartesio rifiuta in blocco tale concezione della natura,l’uomo non può conoscere i progetti divini.
Il mondo è visto da Cartesio come il prodotto necessario delle leggi della materia e del moto,senza nessuna connessione con le esigenze dell’uomo.

Meccanicismo
Cartesio paragona l’universo,il corpo animale e umano,a una grande macchina di anima e di ogni fine,governata dalle leggi dei corpi estesi e in movimento.
La natura è costituita dalle qualità oggettive. Le altre qualità di carattere soggettivo(calore,odore,colore ecc)appartengono ai soggetti senzienti.
Il modello a cui spesso Cartesio fa riferimento è quello dell’orologio.

Condizione umana
Dualismo cartesiano:l’uomo è dotato di corpo e anima,cioè di due sostanze distinte e separate tra loro.
1.il pensiero( res cogitas o anima):realmente distinto dal corpo e dotato di esistenza propria e indipendente;
2.la materia o estensione(rex estensa):è contrapposto al pensiero e ne fa parte il corpo stesso.
Cartesio ritiene che il nostro pensiero può continuare ad esistere anche senza il corpo.
Quando la macchina(il corpo)muore,l’anima(il pensiero)non viene danneggiata,ma l’abbandona per continuare a esistere da sola,come estensiva prima della nascita. L’anima pensa per sempre.
Dal suddetto dualismo discende la dottrina del corpo(animale e umano)come macchina i cui movimenti sono effetto di leggi meccaniciste,che escludono l’intervento della conoscenza.

Animale come macchina
Trova la sua giustificazione nel grande interesse degli uomini del 1600 per gli ordigni meccanici.
Cartesio definisce come “automatici” i movimenti che il nostro corpo può compiere senza l’intervento della volontà.
Cartesio traccia una netta divisione tra:
- uomo: ha il linguaggio(serve a manifestare in modo chiaro e deciso) è libero e possiede la ragione;
- animale: hanno un linguaggio elementare fatto di grida e pianti(servono ad esprimere i bisogni fondamentali) e sono schiavi dei loro organi.

Dualismo
Dualismo:è la radicale diversità tra anima e corpo,espressione della separazione e distinzione tra pensiero e materia.
Ghiandola pineale:è situata all’interno del cervello,sospesa nel suo mezzo in modo tale da percepire i più piccoli movimenti degli spiriti vitali che arrivano al cervello e a provvedere a rappresentarli all’anima. Si tratta di una sorta di interfaccia tra la mente(l’interno) e i corpi(l’esterno).
Il dualismo costituisce un vero nodo per il sistema cartesiano.
Grazie alla ghiandola pienale,la mente(sostanza spirituale),può capire,decifrare,capire e immagazzinare dati.
Cartesio afferma che ogni organo nel nostro corpo è doppio.
Gli organi ci forniscono duplici dati e la ghiandola pienale(l’unico organo singolo nel corpo)li riunisce.
Nelle “meditazioni”,Cartesio,cerca di limitare gli effetti negativi del dualismo e afferma che l’unitarietà della persona umana,e la stretta interazione corpo-anima

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