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Giordano Bruno - La natura e l'infinito

Bruno parla di Dio in un duplice modo:
- come Mens super omnia (Mente al di sopra di tutto)
- come Mens insita omnibus (Mente presente in tutte le cose)
Per il primo aspetto Dio è del cosmo e della portata delle capacità razionali dell'uomo in quanto egli ritiene vano il tentativo di risalire dalla natura a Colui che l'ha creata. In quanto sostanza trascendente Dio è Anima del cosmo che opera tramite l'intelletto universale, cioè l'insieme di tutte le idee o forme che plasmano la materia. L'attività dell'intelletto, che Bruno definisce motore dell'universo, opera come forza seminale intrinseca alla materia. In quanto Spirito Animatore delle cose, Dio, è causa e principio dell'essere: Causa in quanto l'Energia produttrice del cosmo e Principio perchè elemento costitutivo delle cose. Infatti l'universo è un immenso organismo dotato di un'unica forma e di un'unica materia; l'unica forma è Dio come anima del mondo, datrice di forme ed è un principio attivo, l'unica materia è la massa corporea del mondo che l'intelletto divino plasma ed è un principio passivo. I concetti di materia e forma sono serviti a Bruno per giustificare e fondare l'identità da cui egli è partito della natura di Dio. Riconosciuta quest'identità egli può utilizzare la speculazione teologica per affermare che nell'universo c'è una coincidenza degli opposti in quanto in esso coincidono il minimo e il massimo. Tuttavia l'attributo fondamentale dell'universo è l'infinità. Infatti egli concepisce l'universo come qualcosa di illimitato e di infinitò, ospitante in se una molteplicità inesauribile di mondi e creature.

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