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Natura e Infinito

Secondo la mentalità bruniana esiste una sola causa o principio primo supremo, che è il principio immanente nel cosmo: La Mens Super Omnia. Essa è intelligenza divina al di sopra delle cose, cioè trascendente da cui tutto deriva ma, è ineffabile poiché dall’effetto (il mondo) non si può individuare l’effetto (la divinità stessa). È evidente l’impianto Plotiniano. Dalla Mens Super Omnia, Bruno, fa derivare La Mens Insita Omnibus, (intelletto e anima in Plotino) che anima le cose e fa scaturire le forme che sono immanenti, attraverso cui la materia e le forme sono inscindibili e intese come dinamica struttura della materia stessa.
Attributo fondamentale dell’universo che, costituisce il tema preferito della speculazione bruniana è l’infinità, «l’infinitudine del tutto». Per Bruno, se è infinita la causa (Dio) necessariamente dovrà esserlo anche l’effetto poiché l’effetto di una determinata causa non può avere caratteristiche diverse. Perciò l’Universo sarà libero dalle «muraglie dei cieli». Riprendendo inoltre, una riflessione tipicamente epicurea, asserisce che in ugual misura all’infinitezza del mondo esistono infiniti mondi. Tale osservazione, può essere naturalmente trasportata per la vita che, è quindi infinita. Il morire, infatti, è solo un mutare accidentale perché ciò che muta resta eterno. Mutare non vuol dire perciò passare ad un altro essere ma, acquisire un nuovo modo d’essere. Per questo l’universo contiene tutti i modi d’essere e tutte le forme d’essere mentre, ogni cosa tutto l’essere ma, non tutti i suoi modi. Siccome poi è infinito, l’universo non potrà possedere un centro, il sistema Terra – sole e, nonostante affermi «non è chi l’abbia osservato» immagina il cosmo come un insieme sferiforme e infinito di pianeti che si articolano secondo il sistema terra. Per questo motivo osteggiò la visione geocentrica ed espresse convinto entusiasmo per la teoria eliocentrica.

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