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Copernico - Bruno: Dal mondo chiuso di Copernico all'universo aperto di Bruno

Il secondo momento della rivoluzione astronomica è ad opera di Giordano Bruno, il filosofo che ha definitivamente superato il mondo degli antichi e prospettato le linee fondamentali di quello dei moderni. Il mondo di Copernico, a parte l'eliocentrismo, è ancora fondamentalmente un mondo del passato poichè secondo lui l'universo continua a fare tutt'uno con il sistema solare, pensato come un suo centro intorno al quale ruotano sfere solide e reali ma risulta limitato dall'ultima e suprema sfera del mondo contenente se stessa e tutte le cose. Di conseguenza l'universo copernicano è ancora finito anche se egli ha notevolmente ampliato il cielo delle stelle fisse affermandone l'immensità. Quindi la rivoluzione copernicana avrebbe rischiato di fermarsi a metà senza un'ulteriore apertura del cosmo.

L'infinità dell'universo

L'idea dell'infinità dei mondi ebbe origine presso i Greci, in particolare essa era stata propugnata da Democrito e difesa appassionatamente da Lucrezio nel suo capolavoro poetico-filosofico Sulla Natura. Ma il pensatore in cui si è individuata la prima affermazione dell'infinità del mondo è Cusano. Egli però pur negando che l'universo sia finito non afferma comunque la sua infinità. In realtà solo Giordano Bruno si può considerare il rappresentante principale della dottrina di un universo decentrato, infinito ed infinitamente popolato, poichè egli oltre a predicare questa dottrina fu anche il primo a darle una compiuta enunciazione.

Astronomia e filosofia in Bruno
Riprendendo Lucrezio, Bruno giunge ad una nuova visione dell'universo che non deriva da osservazioni astronomiche o calcoli matematici, bensì da un'intuizione di fondo del suo pensiero alimentata dal copernicanesimo. Bruno pensa che se la terra è un pianeta che gira intorno al sole le stelle che si vedono nella notte potrebbero essere tanti soli fissi circondati dai loro pianeti, per cui l'universo sarebbe composto da un numero illimitato di stelle-soli e di rispettivi mondi. Tuttavia questa convinzione viene trasferita dal piano astronomico a quello metafisico. Infatti nella mente di Bruno astronomia e filosofia formano un tutt'uno da cui scaturisce la medesima conclusione dell'infinità dell'universo che viene dedotta dal principio teologico della scolastica secondo cui il mondo, avendo la sua causa in un essere infinito, deve per forza essere infinito. In altre parole la creazione per essere perfetta e degna del creatore deve essere essa stessa infinita e straripante di vita.

Le tesi cosmologiche rivoluzionarie
Le tesi cosmografiche rivoluzionarie dell'età moderna presenti in bruno sono 5:
1) Abbattimento delle mura esterne dell'universo;
2) Pluralità dei mondi e loro abitabilità;
3) Identità di struttura tra cielo e terra;
4) Geometrizzazione dello spazio cosmico;
5) Infinità dell'universo.
La prima tesi implica la distruzione dell'idea secolare dei confini del mondo, cui lo stesso Copernico era rimasto fedele. Bruno afferma che le muraglie celesti non esistono perchè l'universo è aperto in ogni direzione e le stelle fisse si trovano disperse in uno spazio senza limite. La seconda tesi, connessa alla prima, implica la moltiplicazione all'infinito dei corpi che corrono per il cielo, ossia il concetto di una pluralità illimitata di sistemi solari che Bruno ritiene popolata da creature viventi, senzienti e razionali. La terza tesi, già presente negli atomisti e in Cusano implica il superamento del dualismo astronomico tolemaico, e l'unificazione astronomica del cosmo in una sola grande regione. La quarta tesi, strettamente ricollegata alla terza considera lo spazio come qualcosa di unico e omogeneo, ossia di fondamentalmente simile a se stesso in tutto l'universo. La quinta tesi è invece in realtà la prima poichè è l'idea madre secondo Bruno che lo porta a ritenere l'esistenza di infiniti mondi, infinite creature e infinite vite.

La fredda accoglienza alle tesi bruniane
In queste tesi è facile riconoscere in gran parte l'universo dei moderni. Da un lato ciò può sembrare un paradosso: Bruno usa un armamentario concettuale del passato e parte da intuizioni extrascientifiche per approdare a risultati nuovi. Tuttavia la sua concezione ha influenzato così profondamente la scienza e la filosofia moderne che Bruno è considerato parte della storia dello spirito umano. Queste tesi apparivano come il frutto di una mente esaltata. Anche i più grandi astronomi del tempo accolsero freddamente le sue tesi respingendo soprattutto l'idea della pluralità dei mondi e dell'infinità dell'universo. Ciò avvenne anche perchè le tesi del filosofo apparivano troppo rivoluzionarie ai padri dell'astronomia moderna. Keplero ad esempio negava la moltiplicazione bruniana dei mondi ritenendo il sistema solare qualcosa di unico, creato per l'uomo e i suoi bisogni. Ben più netta fu la reazione degli ambienti legati alla religione e alla vecchia cultura, che fin dalla comparsa dell'opera di Copernico erano apparsi preoccupati dalle nuove idee astronomiche anche se dovette passare del tempo affinchè si percepissero chiaramente le novità implicate dalle nuove dottrine astronomiche.

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