Genius 2551 punti

Giusnaturalismo = Corrente filosofico-giuridica fondata su due principi: l’esistenza di un diritto naturale (conforme alla natura dell’uomo e dunque intrinsecamente giusto) e la sua preminenza sul diritto positivo (il diritto creato dagli uomini).
Il giusnaturalismo moderno pone l’accento sull’aspetto soggettivo del diritto naturale, ovvero sui diritti innati degli individui. Al di là di ad alcuni giuristi-filosofi (U. Grozio, S. Pufendorf, C. Thomasius), rientrano nel novero di giusnaturalisti alcuni pensatori politici moderni: T. Hobbes, J. Locke, J.-J. Rousseau, I. Kant. Ciò che questi pensatori hanno in comune è una sorta di “modello” fondato su alcuni elementi: lo stato di natura come condizione prepolitica in cui vivono gli individui, liberi ed eguali, la concezione di un “contratto” come elemento che ha portato alla nascita dello Stato (Stato civile), nel quale le leggi civili prendono il posto delle leggi naturali.

Tuttavia ognuno di questi pensatori declina in modo diverso questo modello, in base, naturalmente, alla propria concezione antropologica e politica.
All'origine di questa corrente sta la preoccupazione universale e filosofica, distinta da quella particolare e storica che prevale nella corrente storicistica (ad es. quella di Machiavelli). Infatti nell'ambito del Giusnaturalismo non si tratta di ricondurre uno Stato verso le sue origini storiche, ma di rinnovare o ricostruire lo Stato in generale con il ritorno al suo fondamento universale ed eterno. Il primo testo giusnaturalista è l'"Utopia" di Thomas More.
Da questo presupposto - identità del diritto naturale con le esigenze di una struttura razionale della comunità - si svilupperà il Giusnaturalismo vero e proprio, come può essere definito quello di Grozio.
Jean Bodin
Bodin analizza i principi giuridici di uno Stato razionale.
Fu un giurista e avvocato a Parigi ed ebbe molta influenza alla corte del re Enrico III.
Nei "Six livres de la République" si propone di chiarire la visione dello Stato che pone al principio della sua opera:
Repubblica -> "retto governo di più famiglie, e di ciò che ad esse è comune, con potenza sovrana".
La validità dello Stato risiede nella sovranità: essa è senza limiti, tranne quelli che derivano dalla legge di Dio o dalla Natura. la potenza assoluta e sovrana dello Stato ha la sua norma nella legge divina e naturale che le deriva dal suo fine intrinseco: la giustizia.
Non vi è potenza sovrana dove non c'è indipendenza del potere statale da tutte le leggi, e la capacità di fare e disfare le leggi.
La sovranità consiste nel potere positivo di dar legge ai sudditi o di abolire le leggi inutili e farne altre; questo non può essere fatto da chi è soggetto alle leggi. Il fatto che il sovrano abbia come limite intrinseco la legge naturale e divina, fa sì che egli sia tenuto ad osservare i contratti da lui fatti, sia con i propri soggetti sia con lo straniero. Egli è garante ai sudditi delle convenzioni e delle obbligazioni mutue ed è obbligato a rispettare la giustizia in tutte le sue azioni.
Bodin afferma da un lato l'indivisibilità del potere sovrano, per la quale esso non può appartenere contemporaneamente ad uno, a pochi o a tutti; dall'altro afferma che il limite della sovranità sia la legge divina e naturale. Da ciò ne deriva che quello che distingue il sovrano dal tiranno è che: il primo si conforma alle leggi di natura, il secondo le calpesta; il primo coltiva la pietà, la giustizia e la fede, il secondo non ha né Dio né la fede né la legge.
Bodin ritiene che il governo monarchico sia il migliore di tutti, purché sia temperato dal governo aristocratico e popolare.
Il governo aristocratico distribuisce i beni secondo i meriti di ciascuno. Del governo aristocratico è proprio, quindi, la giustizia distributiva; del governo popolare la giustizia commutativa, cioè quella che tende all'uguaglianza. La giustizia perfetta è quella ARMONICA, quella che si compone di tutte e due le giustizie, essa è tipica, perciò, delle monarchie reali.
La repubblica ben ordinata è simile all'uomo nel quale l'intelletto è l'unità indivisibile cui sono subordinate l'anima razionale, l'anima irascibile e l'anima appetitiva. La repubblica aristocratica e popolare senza re è come l'uomo nel quale l'attività intellettuale difetta o viene meno: il principe come l'intelletto dell'uomo, unisce ed armonizza tutte le parti.
Bodin, come Thomas More, ritiene proprio di una comunità razionalmente organizzata il principio di tolleranza religiosa; perché la tolleranza religiosa è fondamento dell'ordine civile nella migliore delle repubbliche.

Registrati via email