Ominide 2147 punti

Hegel

Hegel utilizzava il termine “alienazione” per indicare il momento in cui l’Idea esce da sé e si oggettiva in qualcosa di altro (la natura) rispetto al pensiero puro. A seguito dell’alienazione, avviene la disalienazione, ossia il ritorno dell’idea a se stessa come Spirito. Per Hegel, dunque, alienazione coincideva con oggettivazione della natura.

Feuerbach

La religione stessa è una forma di alienazione: l’uomo, come essere finito, trasferisce le proprie qualità, moltiplicandole all’infinito, in un altro ente (Dio) considerato oggettivamente esistente.

Marx

Anche Marx, come Feuerbach, ritiene che il protagonista sia l’uomo in carne ed ossa e non lo spirito, come aveva sostenuto Hegel.
Marx individua come luogo proprio dell’alienazione il modo di produzione capitalistico basato sull’industria.

In questa situazione l’uomo vive un’alienazione:
1)del prodotto: l’operaio viene espropriato del prodotto del suo lavoro che appartiene a chi detiene i mezzi di produzione
2)dei mezzi di produzione: l’uomo produce con mezzi non suoi, l’operaio di estranea da sé; non considera il proprio lavoro come parte della sua vita reale
3)di genere: l’uomo viene espropriato della sua “essenza generica”, cioè da ciò che lo rende propriamente “uomo”, il lavoro.
Le prime due sono subite dai servi della gleba e dagli schiavi, l’ultima, subita dal proletariato non era mai stata subita da nessuno.

Registrati via email