La scoperta di nuovi mondi

In Portogallo il terreno non è fertile, e la sua posizione fa sì che questo regno, nato da poco, venga tagliato fuori dai commerci.
Ma nonostante tutto, i marinai portoghesi conoscono molto bene il Mar Tenebroso, e inoltre la lunga convivenza con gli Arabi e con gli Ebrei ha intensificato la cultura, e ora i dotti portoghesi conoscono alla lettera la medicina, la filosofia, l’astronomia, l’astrologia, la geografia…
Tutte queste scienze sono studiate nell’Università di Coìmbra.
Il re del Portogallo, Enrico, Gran Maestro dell’Ordine di Cristo, (associazione che propone una nona crociata) viene a conoscenza dell’esistenza dell’Etiopia, che è interamente cristiana. Gli viene allora in mente l’idea di circumnavigare l’Africa per arrivare alle Indie (Cina, Giappone e Asia) da cui vuole prelevare spezie, ceramiche, tessuti, muschio e noce di Cola passando appunto per l’Etiopia, dove ha intenzione di fermarsi per convincere il loro capo cristiano a liberare Gerusalemme dai musulmani. La sua curiosità, la speranza di ricavare un bel bottino e di lanciare la nona crociata, convincono il re a organizzare la tanto ambita spedizione.
Capo di Sagres diviene da allora un grande laboratorio nautico dove vengono elaborate gli strumenti per arrivare a un litorale.
Tutti coloro che hanno conoscenze vengono chiamati a deporle in cambio di denaro: spagnoli e genovesi.
A sostituire la caracca viene ideata la Caravella, che è più piccola e un po’ più veloce.

Nel 1427 i portoghesi ricavano lo zucchero di canna dalle Cana- rie e dalle Azzorre. Giunti, però, a Capo Bojador le navi si rifiutarono di continuare per paura dei mostri che secondo alcuni marinai risiedevano nella Terra Torrida, luogo in cui, si diceva, finiva il mondo.

Nel 1433, qualcuno scoprì che i mostri erano solo i venti alisei che compivano il loro moto rotatorio. Si inventò dunque una nuova strategia di navigazione per non naufragare, che risultò vincente.
Nel 1480 i portoghesi raggiunsero Capo di Buona Speranza guidati da Bartolomeo Diaz, che non poté doppiare la sua scoperta perché i marinai, sfiniti dal viaggio, si ammutinarono.

Nel 1483 Cristoforo Colombo invia una lettera a Giovanni II, nuovo re del Portogallo, dove gli illustra il suo piano per raggiungere le Indie senza circumnavigare l’Africa, ma facendo il giro della Terra. Questa teoria sensata era stata elaborata da Paolo Toscanelli . Nella sua lettera, inoltre, Cristoforo Colombo chiedeva al re di affidargli una flotta per compiere la rotta occidentale. Ma Colombo, aveva commesso un grave errore di calcolo: sosteneva che tra l’Europa e l’Asia ci fossero 4000 km di distanza, mentre in realtà sono addirittura 16000. I dotti di Coìmbra bocciarono quindi la sua teoria, e lo stesso fecero anche i banchieri inglesi. Ma dopo ben 7 anni di attesa, Colombo ottenne il titolo di ammiraglio, due caravelle (Nina e Pinta) e una nave più grande donatagli dai sovrani di Spagna. Era il 1492, cinque anni prima che la rotta orientale venisse portata a termine.

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