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Sant'Agostino

Sant’Agostino fondò la patristica, che è una corrente filosofica, pedagogica e letteraria che individua i padri della chiesa che si occupavano di determinate tematiche educative in ambito della chiesa. Sant’ Agostino nacque nel 370 a.c. La formazione pedagogica di Agostino si fa risalire al dialogo perduto Hortensius di Cicerone, che affascina Agostino. La madre Monica lo influenza molto: gli trasmette la conoscenza del manicheismo. Il manicheismo è una dottrina religiosa che si fa risalire al dio Mani e afferma che all’ origine del mondo e della vita sono presenti due principi opposti: luce-tenebre, giorno-notte, bianco-nero, bene-male. Questo influenzò molto il suo pensiero. Agostino parlando di pedagogia riprende la teoria della conoscenza di Platone (conoscere è ricordare) di cui parlava nel dialogo Menone ( capacità di ridestare quello appreso nella vita precedente). Questo da una particolare funzione al linguaggio, che è un insieme di parole per formare una proposizione di senso compiuto. Le parole sono suoni emessi dalla voce umana che rimandano a segni. Attraverso il linguaggio educo il discepolo. L’educazione parte dall’ interiorità. Nel “De Magistro”, un’opera pedagogica, viene detto che è come se noi avessimo dentro un maestro che ci guida e ci illumina (teoria dell’illuminazione). Il tempo è una convenzione creata dall’ uomo per scandire gli eventi storici e consiste nella teoria del triplice presente. Le confessioni di Sant’ Agostino: analizzano il suo passato. A scuola veniva picchiato e bisognava ubbidire, si imparava a memoria con curiosità e bisognava conoscere non solo la grammatica ma anche i valori.

Il Medioevo. L’inculturazione consiste nell’ apprendere la cultura della mia società, mentre l’acculturazione consiste nell’ apprendere diverse culture. Il Medioevo deriva da “medium evo” ovvero età di mezzo; è un periodo molto lungo che dura dal 476 a.C. al 1492 (scoperta dell’America). È definito età buia,ma inrealtà grazie a quest’epoca sono nate nuove ere tra cui il Rinascimento (rinascita dell’uomo). Esistono diverse teorie sul Medioevo: 1) Teoria sulla rottura: è un periodo a sé, caratterizzato da una sorta di ignoranza – decadenza. 2) Teoria della continuità: ha permesso la nascita del Rinascimento. 3) Teoria della continuità nella originarietà (concilia le due teorie): grazie a esso nasce il Rinascimento, che è qualcosa di originale in cui si elaborano nuove teorie ed ideologie. Nel Rinascimento l’uomo diventa il faber fortunae suae (artefice del suo destino).
La pedagogia medievale è una pedagogia strettamente religiosa durante questo periodo nascono i monasteri, nati in Oriente come espansione di una volontà di vivere ad imitazione di Cristo affrontando la povertà, i sacrifici, la mortificazione fisica e psicologica intesa come elevazione spirituale. Il monachesimo si diffonde in Occidente grazie a Benedetto da Norcia, con il quale la regola monastica passa nella concezione pedagogica come “ora et labora”: il lavoro infatti costituisce il precetto base assieme alla preghiera. Alcuni momenti della giornata venivano dedicati alla lettura ad alta voce dei testi sacri. Viene fatta una suddivisione della concezione pedagogica della regola benedettina. Bisogna considerare quattro momenti: 1) Letio ovvero la lettura dei testi sacri. 2) Meditatio ovvero meditare la scrittura e farla propria perché è una condizione di vita. 3) Oratio è una forma di preghiera che consiste nel rendere grazie a Dio e quindi riconoscere la propria nullità. 4) Comtemplatio ovvero assumere piena conoscenza e pienezza perché solo così si entrava in contatto con Dio.
Gli oblati sono i bambini che venivano donata al monastero, i quali ero destinati alla vita monastica.
Le emozioni. Emozione deriva dal latino “ex motus”. Le emozioni ci inducono ad agire (impulso ad agire). In ambito psicologico per emozioni si intende un intensa reazione affettiva di breve durata che si manifesta all’ improvviso ed è determinata da uno stimolo ambientale. L’emozione è un’esperienza affettiva complessa: essa comprende la valutazione di un evento, un’attivazione fisiologica, vissuti intimi e comportamenti osservabili dall’ esterno. Daniel Goleman fu il primo a parlare di intelligenza emotiva: un individuo apprende più facilmente quando entrano in azione le emozioni perché incuriosiscono. L’intelligenza emotiva consiste nella capacità di apprendere la realtà dandole una valutazione che può essere positiva o negativa a seconda dell’emozione che si vive.

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