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Agostino

Vita

354 d.C. - Agostino nasce da padre pagano e dalla cristiana Monica a Tagaste (Algeria), dove compie i primi studi, che continua poi frequentando la scuola di grammatica a Madura e quella retorica a Cartagine.
dal 371 d.C. - A Cartagine ha una relazione, che durerà a lungo, con una donna, dalla quale nasce il figlio Adeodato; aderisce in un primo tempo al manicheismo.
374 d.C. - Apre una scuola di grammatica a Tagaste, ma già l'anno dopo diviene maestro di retorica a Cartagine.
383 d.C. - Si trasferisce a Roma e poco dopo a Milano. Il periodo milanese, grazie all'incontro con Ambrogio e i circoli neoplatonici è ricco di intense esperienze intelettuali e spirituali che lo portano alla conversione, seguita dal rito spirituale a Cassiciacum, dove trascorre un periodo di vita ascetica dedita alla meditazione.
391 d.C. - Ritorna in Africa, e a Ippona ha inizio la sua lunga opera pastorale.

430 d.C. Muore a Ippona

Opere

• Scritti autobiografici: Confessiones, il cui titolo raccoglie diversi significati come il riconoscimento della colpa, la professione di fede e la lode di Dio. Nei libri1-9 l’autore racconta la sua vita a partire dalla nascita fino alla conversione, al ritiro Cassiciacum e alla morte della madre Monica a Ostia; il libro 10 fa da cerniera con una lunga riflessione sulla memoria e nei libri 11-13 si ha un commento al racconto biblico della creazione.
• Scritti apologetici (difesa dei Cristiani): De civitate Dei. Nei primi dieci libri Agostino appronta una critica alla mitologia e ai valori della civiltà profana dei pagani che accusarono i cristiani di aver provocato la vendetta degli nei nel Sacco di Roma.

Temi:
• Tempo: Agostino, nell’11 libro delle Confessiones affronta la questione sotto il profilo teologico, polemizzando nel cosa facesse Dio prima di creare Cielo e Terra. Afferma che il tempo è stato creato da Dio nella creazione del mondo, perciò non ha senso parlare di un “prima” della creazione. Si ha un'analisi delle tre dimensioni temporali: presente, passato e futuro. Agostino dimostra che il tempo è inafferrabile per il carattere transitorio del presente però ne abbiamo la percezione altrimenti, non potremmo misurare il trascorrere del presente, conservare la memoria del passato e immaginare il futuro. Riprendendo un’intuizione di Aristotele secondo cui il passare del tempo poteva essere misurato solo dall'intelletto, Agostino nega l'esistenza oggettiva di passato, presente e futuro per affermare che queste tre categorie si concretano soltanto nella dimensione soggettiva dell'animo umano. Registra il tempo sulla base delle impressioni provate intimamente non dagli eventi che le fanno generare. Tempo è dilatazione dell'anima a comprendere l'attesa di ciò che non è ancora, l'attenzione per il presente e il ricordo per ciò che non c'è più. Conclusione originale: il tempo esiste solo nell'anima.

• Peccato: Dalla consapevolezza degli errori egli ricava la spinta per perfezionarsi (Il furto di pere). I suoi vizi principali erano la concupiscenza della carne ossia una forte attrazione per il sesso, la concupiscenza degli occhi cioè la ricerca di ogni conoscenza e l’ambizione del successo.

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