gaiabox di gaiabox
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Principio di economia nell'interpretazione della natura. Se mi trovo davanti un fenomeno e elaboro due spiegazioni per spiegare, elaboro quindi due alternativa. Nella presenza di più scelte è opportuno scegliere la più semplice, perché è evidente a tutti che se mi bastano due cose per spiegarne una terza non ho bisogno di usare ulteriore. Dio no avrebbe potuto mettere insieme una macchina complicata quando si può ottenere lo stesso risultato in modo più semplice. Gli elementi che mi servo per spiegare sono quelli che sono direttamente osservabili, no concetti, si se sono rilevabili. Rasoio perché serve a tagliare dalle teorie e dottrine tutto ciò che è di più. Copernico si era accorto che i calcoli matematici con i quali si esprimevano i moti celesti nel sistema tolemaico erano molto più complessi degli stessi con cui gli stessi moti dei corpi celesti con il sole al centro dell'universo. Se l'universo è esprimibile in termini matematici è meglio un sistema matematico semplice, non complicato. Il Rasoio di Ockham diventerà utilissimo.

Ci sono due famose critiche ai concetti aristotelici; al concetto di causa e sostanza. Causa: inizialmente si pensava che tra cause e effetto ci fosse una condizione di necessità. In realtà Ockham ci dice che il concetto di cause e di effetto sono due concetti diversi, è soltanto l'esperienza che mi ha fatto notare che con regolarità all'evento causa segue l'evento effetto. Non è logicamente deducibile l'effetto dalla causa, e se solo lo fosse allora potremmo attribuirgli caratteri di necessità. Tra cause e effetto c'è un legame di natura cronologica, potrebbe essere avvenuta con regolarità fino ad adesso. Traggo dall'esperienza, e so che fino a questo momento è andata in questo modo, ma non esiste alcuna necessità. Non esiste mai necessità logica per fenomeni di natura induttiva. Posso estendere il margine di probabilità. Sostanza; di cosa colgo della sostanza? Guardando un albero io di esso colgo solo gli accidenti, cioè gli elementi no sostanziali, ovvero radici, tronco, rami, foglie, fiori, frutti. In realtà la sostanza non la percepisco, non è oggetto di esperienza. La sostanza è la somma degli accidenti. Non è una cosa che ci serve, non è evidente. Quindi siamo davanti a una forma di empirismo assolutamente radicale.

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