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Rapporto ragione-fede in Agostino da Ippona

Nei Soliloqui, Agostino dichiarava lo scopo della sua ricerca: «Io desidero conoscere Dio e l’anima». E tali sono stati in realtà i termini verso i quali si è indirizzata la sua intera contemplazione filosofica. L’uomo come cardine di ogni speculazione metafisica: rientrando nella propria dimensione interiore ogni individuo perviene alla conoscenza di principi etici e teoretici assoluti (metodo dell’interiorità). Nella speculazione teologica di Agostino il rapporto fede-ragione (sintesi tra fede filosofia e vita), si articola secondo due principi: “Credi per comprendere”, “comprendi per credere”. Tra esse non sussiste un legame circolare perché la fede è luce per l’intelletto, mentre la ragione rappresenta la condizione sia per accogliere quella medesima fede che, per penetrarla maggiormente mediante l’indagine razionale. Ritiene che la fede tragga chiarezza dalla ragione, ma anche la ragione tragga stimolo e impulso dalla fede. Agostino respinge sia la posizione di quanti considerano l’atto di fede un moto irrazionale dello spirito umano (fideismo) sia di chi stima la ragione arbitro insindacabile di ogni forma di sapere (razionalismo) Di conseguenza, per Agostino ragione e fede, essendo strettamente congiunte, si configurano come facce diverse di quella medesima realtà esistenziale che è il rapporto dell’uomo con Dio, come un circolo ermeneutico (dal greco "ermeneuo", cioè "interpreto").

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