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OBIEZIONE DI GAUNILONE

Gaunilone, contemporaneo di Anselmo, decide di scrivere un Libro in difesa dell’Insipiens, affermando che se l’Insipiens fosse davvero il personaggio descritto nella bibbia non accetterebbe la definizione proposta da Anselmo, che non riuscirebbe più ad articolare la dimostrazione. La seconda obiezione viene dapprima formulata da Gaunilone ed in seguito viene ripresa ed ampliata da San Tommaso: Gaunilone obiettò che non è sufficiente pensare una cosa perché esista. Disse infatti che, nonostante si potesse immaginare un'isola piena di delizie, ciò non dimostrava la sua esistenza. Rifiutò il passaggio obbligato dal mondo ideale a quello reale. Anselmo ribatté dicendo che l'esempio dell'isola non era calzante, poiché non era "ciò di cui niente si può pensare più grande". L'isola meravigliosa non ha una perfezione assoluta come Dio. Egli in conclusione afferma che coloro che avevano fede in Dio prima della dimostrazione anselmiana continueranno ad avere fede mentre coloro che non vi credevano non saranno convinti da Anselmo.

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