Ominide 6600 punti
Introduzione al plotinismo: l'essere deriva dall'unità

Il pensiero di Plotino viene esposto generalmente secondo uno schema discensivo: dall'Uno alla materia, attraverso l'Intelletto, l'Anima universale e le anime singole. Ma introdurre l'Uno ex abrupto significherebbe farne un'astrazione, e pretendere, con essa, di conoscere il resto. E' necessario quindi, in primo luogo, giungere all'Uno con un procedimento ascensivo (come, del resto, fa Plotino nei molti trattati, slegati, in cui espone il proprio pensiero), per capire perché l'Uno sia la fonte di tutto.
Cominciamo dunque col cercar di mostrare come, nel mondo stesso dell'esperienza, la realtà e la concretezza (relative) che vi troviamo siano dovute alla presenza di una (sia pure imperfetta) unità.
Le cose che incontriamo nell'esperienza esistono in quanto hanno una certa determinatezza. Una pietra, ad esempio, è dura, tonda, nera ecc. e, grazie al fatto di possedere questi caratteri determinati, è, ed è pietra. Se noi (per astrazione) considerassimo la materia a prescindere da ogni determinazione, essa sarebbe, non solo priva di ogni qualità, ma perfino di ogni quantità; e perciò, osserva Plotino, neppure esisterebbe: non avrebbe assolutamente alcun essere,
Ebbene, in che cosa consistono quelle determinazione grazie a cui la materia è qualcosa? Esse non sono altro che una specificazione dell'indeterminato, una sua qualificazione dovuta a uno o più caratteri che vi si imprimono, allo stesso modo che l'impronta di un sigillo s'imprime nella cera. La cera, indeterminata, diventa determinata ricevendo l'unità di un'impronta, attraverso un atto unitario, l'atto d'imprimervi il sigillo: allo stesso modo la materia (in sé del tutto indeterminata) comincia a essere qualcosa grazie a certi caratteri che le sono impressi da un atto unitario, che dà alla materia una certa esistenza in quanto le dà una certa unità.
Vediamo così, già a questo livello, l'essere derivare dall'unità: quel poco di essere che sembra avere la materia è la traccia lasciata in essa da qualcosa di uno, che rende in qualche modo unitaria la materia medesima. Ma che cos'è questo "qualcosa di uno", che fa esistere la stessa materia?
Da buon platonico Plotino risponde: l'idea, che può anche dirsi "forma" (formante), e, quindi, stampo. Ciò che determina la materia, "specificandola", e dandole così un qualche essere (si tratta pur sempre, platonicamente, di un essere diminuito: quasi l'ombra dell'essere), è una idea o, meglio, una varietà d'idee che convergono insieme. Ma un plesso unitario di idee, considerato come presente e attivo in una materia, si chiama "anima". Quindi possiamo dire che le cose materiali sono qualcosa di determinato, e hanno un qualche essere, grazie a un'anima presente in esse.
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email