Mongo95 di Mongo95
Ominide 2070 punti

o La conoscenza: i sensi interni
La decima intelligenza coincide con l’intelletto agente/produttivo di tutta l’umanità, unico e separato. Nel processo conoscitivo umano di Avicenna, ogni nostra conoscenza ha sempre origine dai sensi. Le impressioni sensoriali ricevute dai cinque sensi esterni subiscono una prima riorganizzazione da parte dei sensi interni, funzioni che sono ancora però puramente fisiologiche:
1. Fantasia/senso comune: salda tutte le sensazioni in un continuo percettivo. Inoltre permette di integrare tra loro le informazioni che provengono separatamente dai cinque sensi esterni.
2. Potenza formatrice/immaginazione: immagazzina tutto quel che riceve dal senso comune, in modo che la sensazione possa essere recuperata
3. Potenza cogitativa: la possibilità di modificare le immagini conservate, componendole e scomponendole tra loro
4. Potenza estimativa: permette di dare una prima valutazione degli oggetti delle nostre sensazioni ad un livello “istintivo”. Cioè coglie le “intenzioni”, gli aspetti delle cose che non appaiono sensibilmente, ma che colleghiamo immediatamente alla nostra utilità o al nostro svantaggio

5. Potenza rammemorativa: permette di conservare le intenzioni

Per superare il livello delle immagini sensibili e arrivare al pensiero vero e proprio, serve un principio esterno, che è la decima intelligenza. Duplice ruolo:
a. Spoglia le immagini sensibili particolari rielaborate dai sensi interni
L’immagine prodotta da fantasia e cogitativa è priva di molte caratteristiche accidentali, ma è pur sempre un’immagine. Il concetto invece non è un’immagine, ma la sua definizione, ed è già racchiuso o presente nell’immagine, ma a livello potenziale: deve essere liberato da qualsiasi componente iconica o sensibile per emergere nella sua pura intelligibilità. Questo è ciò che fa l’intelletto agente.
I contenuti intelligibili (ora specie intelligibili) diventano così disponibili per l’altra facoltà intellettiva, cioè l’intelletto potenziale, ciò che ha la potenza di accogliere i contenuti intelligibili e di pensarli in atto. In sintesi quindi, il processo della conoscenza intellettuale:
i. Richiede un materiale sensibile di partenza e il concorso dei due diversi intelletti, agente e potenziale
ii. L’intelletto agente è separato e unico per tutta l’umanità. L’intelletto potenziale è individuale e proprio di ciascun uomo.
iii. Il compito dell’intelletto agente è quello di mettere a disposizione i contenuti intelligibili ricavandoli dalle immagini sensibili. Il compito dell’intelletto potenziale è quello di pensare in atto tali contenuti.
Quindi l’intelletto agente è una condizione dell’atto del pensare, che però è svolto effettivamente dall’intelletto potenziale: a pensare siamo insomma noi, sia pure con l’ausilio di un’intelligenza separata. Ma non vi può essere pensiero senza sensazioni e senza immagini sensibili.

b. Supplisce alla mancanza di una vera e propria memoria intelligibile o intellettuale
Se le immagini sensibili e le intenzioni possono essere immagazzinate in una parte del cervello, ciò non è possibile per le forme intelligibili, che sono per definizione immateriali: esse pertanto sono presenti all’intelletto umano (potenziale) solo finchè quest’ultimo le considera. Esso acquisisce e sviluppa una certa abilità o predisposizione a “ritrovarle” rapidamente nell’intelletto separato. Apprendere significa dunque potenziare questa predisposizione, essere in grado di ripristinare velocemente la congiunzione con l’intelletto agente per ritrovarvi appunto i contenuti intelligibili già appresi.
È a questo livello che gli uomini si diversificano tra loro. E viene intesa in termini assolutamente scientifici e razionali anche la facoltà profetica. Così come c’è un’interpretazione razionale dell’escatologia: ognuno si forgia in questa vita con le proprie conoscenze il proprio paradiso e il proprio inferno. Questi ultimi saranno costituiti da pene o gioie materiali per coloro che non riescono a d andare molto ad di là della conoscenza sensibile, e dalla sola gioia intellettuale, felicità speculativa, per coloro che hanno acquisito familiarità e dimestichezza con il mondo intelligibile già nella vita terrena.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email