Alicegi di Alicegi
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Anselmo d'Aosta


Secondo Anselmo bisogna essere fedeli e la ragione è solo un ulteriore strumento per confermare la mia fede "credo ut intelligam"
Le prove per l'esistenza di Dio si possono distinguere in:
  • prove a priori, Quelle dimostrazioni sul piano della sola razionalità che non presuppongono l'esperienza sensibile
    Prove a posteriori, che presuppongono l'esperienza sensibile e vengono dopo questa. (argomento dei gradi)
La prova a priori (ontologica)può essere divisa in vari passaggi:
  • 1. Dio è l'ente di cui non ne posso pensare uno maggiore (perfetto)
    2. Distinzione tra esistenza nell'intelletto ed esistenza nella realtà
    Anselmo fa l'esempio di un pittore che deve dipingere un quadro: inizialmente ha il quadro è nell'intelletto e non ancora in realtà; quando l'ha disegnato il quadro è sia nell'intelletto sia in realtà.
    3. Dio esiste nell'intelletto
    Anche lo stolto deve ammettere che Dio esiste nell'intelletto
    4. si suppone, per assurdo, che dio esista solo nell'intelletto
    5. se penso a Dio esistente nell'intelletto potrei dire: se esistesse anche in realtà avrebbe una qualità in più rispetto a quello pensato esistente nell'intelletto (la qualità positiva in più è l'esistenza). Ne deriverebbe quindi che Dio (ciò di cui non si può pensare il maggiore) è ciò di cui si può pensare il maggiore…
    6. Il punto 5 è contraddittorio
    7. Dio esiste anche nella realtà
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