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Agostino vita

Nasce a Tagaste (nell'attuale Algeria) nel IV sec. a.C., da padre commerciante e madre fervente cristiana; riceve un'educazione di base latina (il greco giungerà in Occidente tramite gli Arabi solo qualche secolo più tardi) e studia letteratura, grammatica e retorica.

Agostino concepisce la filosofia come una ricerca continua della verità (idea che gli giunge dall'Hortensius di Cicerone), e la sua personale ricerca è divisa in tre principali fasi:

1. Grazie alla madre riceve un'istruzione cristiana, ma il primo incontro con la Bibbia lo delude: non ha le conoscenze adatte a darne un'interpretazione allegorica e, dal punto di vista stilistico, gli appare rozza e oscura in confronto alla maestosità ciceroniana cui era abituato.
A Cartagine incontra il manicheismo, religione estremamente razionalista che pone un dualismo tra Bene e Male, due forze esterne all'uomo in perenne scontro fra loro. Agostino rimane attaccato al manicheismo per nove anni, ma progressivamente se ne distacca, a causa di un'insufficiente analisi della natura e di una scarsa concezione morale, che riduce l'uomo ad un semplice spettatore di uno scontro fra opposti.

2. A Roma si avvicina allo scetticismo, in quanto affascinato dal dubbio universale che pervade questa corrente di pensiero, dall'impossibilità di dare alcun giudizio.
Dallo scetticismo si allontana in fretta in quanto la sua continua ricerca di verità non poteva concludersi con questa radicale negazione della realtà stessa.
3. A Milano l'incontro con la filosofia neoplatonica e il vescovo Ambrogio: l'interpretazione allegorica della Bibbia che Ambrogio dà durante i suoi sermoni riavvicina Agostino alle Scritture. Nelle prediche del vescovo, inoltre, il filosofo trova un'integrazione tra Cristianesimo e Neoplatonismo; è negli scritti dei Neoplatonisti che Agostino trova la concezione in termini spirituali di Dio, abbandonando finalmente il materialismo manicheo a cui ancora non era riuscito a dare una risposta. Sempre nel pensiero neoplatonista trova la concezione di male come privazione, mancanza di essere: infatti dio (non essenzialmente quello cristiano), è l'essere supremo; il male è mancanza di Dio, quindi di essere. Dopo la conversione, avvenuta sempre grazie ad Ambrogio, ma nella quale il filosofo individua anche l'intervento della grazia divina che no individua un nuovo percorso di ricerca opposto a quello dello scetticismo, nell'interiorità, con un'analisi di Dio e dell'anima, e non più verso l'esterno: è il nostro animo, dunque, il luogo di incontro con la verità.

La sua Filosofia dalla conversione in poi

L'obiettivo della ricerca diventa dunque la conoscenza di Dio e dell'Anima.
Il motore è il desiderio, comune a tutti gli uomini, di felicità, che può essere raggiunta solo se la ricerca è mossa da Dio.
Il primo passo in questo itinerario verso la conoscenza è la confutazione dello scetticismo, contro il quale Agostino porta un principale argomento: quando un uomo dubita, è certo di due cose: la prima è la sua stessa esistenza; la seconda è di dubitare. Dunque impossibile il dubbio universale caratteristico degli scettici.
Il secondo passo è il cammino verso la verità: la conoscenza è una prerogativa dell'anima, avviene per prima con la sensazione, il cui mezzo sono i sensi, e che coglie la realtà sensbile. L'attenzione poi, o intentio, che aviene nell'anima, trasforma la sensazione nella rappresentazione degli oggetti.

realtà sensibile --> rappresentazione oggetti
| |
sensi anima
| |
sensazione attenzione o intentio

La ragione dunque supera la sensazione e giudica gli oggetti tramite criteri di giudizio:
- non possono derivare dal mondo esterno, in quanto mutevole e imperfetto;
-come in Platone, già presenti nell'animo, ma NON per la metempsicosi, che contrastava il creazionismo cristiano;
-Dio quindi le ha poste nell'animo dell'uomo quando lo ha creato, ma le rende comprensibili solo con l'illuminazione (azione divina che permette all'intelletto umano di cogliere la verità, Agostino la collega alla conversione).

Conclusione: Gli uomini sono mossi da una continua ricerca di verità che li rende inquieti. La ricerca non è destinata ed essere irrisolta, si conclude con la scoperta di Dio, nel quale il nostro animo trova la pace.
L'inquietudine si risolve in beatitudine.

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