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AGOSTINO


Agostino nacque a Tagaste, da un piccolo proprietario terriero di religione pagana e da una fervente cristiana. La sua formazione iniziò nella sua città natale, poi continuò a Madaura e a Cartagine dove potè affrontare gli studi di retorica e dedicarsi alla lettura dei classici latini. Qui accostò lo studio della filosofia e l’amore per Cicerone. Si dedicò anche alla lettura della Bibbia ma rimase alquanto deluso per la semplicità del suo stile e si avvicinò al manicheismo. Durante il soggiorno a Cartagine visse anche le prime esperienze sentimentali legandosi ad una giovane donna dalla quale ebbe un figlio (Adeodato). Terminati gli studi si dedicò all’insegnamento aprendo una scuola nella sua città natale e successivamente a Cartagine. Con alcuni amici decise di trasferirsi a Roma per dedicarsi all’insegnamento della retorica. In Italia venne a contatto con la filosofia neoplatonica e iniziò a riavvicinarsi alla fede ascoltando le parole del vescovo Ambrogio. La conversione venne preparata da un cammino filosofico (voleva esserne persuaso per onestà intellettuale). La madre progettò per lui il matrimonio con la figlia di una famiglia aristocratica perché il figlio si distaccasse dalla donna africana (ciò provocò in Agostino una profonda sofferenza). Decide di ritirarsi nel podere di un amico. Tornato a Milano fu battezzato. Alla morte della madre Agostino tornò in Africa.
Dopo aver donato i propri bei ai poveri, egli proseguì l’esperienza di vita monastica e riprese l’attività di scrittore. Voleva fondare un monastero ad Ippona ma il vescovo gli propose il sacerdozio che fu accettato. Svolse il compito della predicazione e successivamente venne consacrato a vescovo ausiliare. Alla morte del vescovo, Agostino divenne vescovo di Ippona. Fondò un monastero in cui visse seguendo una regola ispirata a preghiera e povertà, continuò la predicazione, curò la formazione del clero, l’organizzazione dei monasteri maschili e femminili, l’assistenza ai poveri e la visita degli ammalati. Partecipò a numerosi concili della Chiesa per contrastare le eresie. Morì mentre la città di Ippona era assediata dai vandali.
Agostino scrisse moltissimo: stando a quanto egli stesso afferma, si possono contare 93 opere di cui 10 non pervenute. Da un lato egli coltiva i generi letterari propri della letteratura cristiana e della tradizione pagana, dall’altro crea un nuovo genere letterario come quello delle confessioni e quello di una poesia basata sugli accenti delle parole. Agostino dunque è un autore poliedrico sia nelle forme letterarie che nei temi su cui concentra la propria indagine: egli è infatti filosofo, teologo, mistico, poeta, oratore, polemista, scrittore, pastore insieme. È un autore dai mille interessi capace di un’analisi accurata e puntuale su ogni aspetto a cui volge la propria indagine, in grado di esaminare e mettere in discussione in primo luogo se stesso per ricercare quella via di verità che proviene da Dio. Il pensiero di Agostino viene a costituire così un punto di riferimento fondamentale per tutta la teologia cattolica in quanto il suo non era sentito come il pensiero di un singolo credente ma come la dottrina dell’intersa Chiesa.
L’opera più famosa di Agostino sono i 13 libri delle Confessiones che appartengono ad un genere nuovo per la letteratura occidentale: l’autobiografia spirituale con il tema del colloquio interiore alla ricerca di Dio. Le Confessiones sono anzitutto la storia di un’anima, quella di Agostino, ma ogni pagina dell’opera contiene il richiamo esplicito o implicito a Dio; le Confessiones sono anche la storia di Dio nell’anima: Dio appare presente in ogni istante, anche nei momenti di confusione ed errore. L’autobiografia spirituale diviene così una progressiva rivelazione della grazia divina. Si ha un passaggio dalla psicologia alla filosofia. Tutto poggia su un intimo colloquio con Dio con il quale si confessa.

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