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-Le Confessiones-

Le Confessiones sono uno scritto autobiografico di Sant’Agostino in 13 libri.
I primi nove libri sono di taglio prettamente autobiografico e raccontano la vita dell’autore fino alla conversione.
Il libro X tratta di una riflessione sulla memoria e sulla relatività del concetto di tempo; per Agostino esistevano due tipi di tempo: il tempo umano, che è determinato, e quello dello spirito, che è eterno.
Gli ultimi tre libri sono esegetici, ossia spiegano i contenuti di un testo più famoso, in questo caso della Bibbia.
Lungo l’opera, Agostino riconosce i propri peccati e canta lodi a Dio ispirandosi direttamente alla Bibbia.

-“Che cosa sei dunque, Dio mio?”-

In questo brano delle Confessiones, Agostino enuncia una serie di aspetti di Dio.
Il testo è molto scorrevole e ripetitivo, in modo da insegnare e anche per sottolineare cosa è il bene e cosa il male.

Non manca l’elemento innologico, ricorrente in Agostino.
Lo si può definire un componimento panegirico, visto che esalta i meriti della figura divina di Dio.

-Ladro di Pere-

In questo estratto delle Confessiones, Agostino parla del peccato.
Egli, da giovane, a causa della cattiva compagnia che frequentava, era animato dal gusto della bravata, come dimostra l’avventura di una notte, nella quale, in compagnia degli amici, ruba da un albero una enorme quantità di pere, che poi dà in pasto ai porci.
Agostino analizza dal punto di vista psicologico questo suo gesto, nel quale individua un gusto perverso per l’illecito.
Ovviamente non ci si aspetterebbe un tale gesto da un santo, infatti egli si pente.
Si può effettuare un collegamento con Petrarca, anche egli affermava che è più facile essere attratti dal peccato, poiché è più difficile fare del bene.
Il furto viene personificato ed Agostino dialoga direttamente con esso.

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