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La teoria politica


Una dimensione politica ha il Neoutilitarismo, in cui si pone, ad esempio, la questione della maggiore o minore s’razionalità” di un sistema politico rispetto ad altri.
Per il Neo-contrattuaiismo, John Rawls propone una teoria della giustizia in cui ipotizza una posizione originaria nella quale gli individui sono avvolti da un velo di ignoranza e possono, così, compiere delle scelte razionali, basate sul massimo di libertà compatibile con la libertà degli altri e su benefici compensativi a favore dei “membri meno avvantaggiati della società”.
Fra i Neo-marxisti, Claus Offe studia le società di “capitalismo maturo” e cerca di combina- re l’analisi marxista con l’approccio sistemico - funzionalista: buona parte dei processi sociali sono politicamente mediati. Nicos Poulantzas descrive lo Stato come mezzo di coesione dei diversi strati della società e come “fattore regolatore del suo equilibrio globale, in quanto sistema”. Mario Tronti sostiene l’autonomia del politico e parla di “ciclo politico del capitale”, affermando che alla critica dell’economia politica occorre unire una critica della politica.
Simone Weil esprime una forte ispirazione etico - religiosa. Afferma che, alla base dell’ingiustizia, vi è la separazione fra lavoro manuale e lavoro intellettuale, fra funzioni direttive e funzioni esecutive.
Hans Kelsen sostiene una dottrina pura del diritto autonoma dall’etica. Il fondamento di validità di una norma può essere solo un’altra norma. L’intero sistema delle norme di un Paese poggia su una norma fondamentale. Le norme hanno il carattere di proposizioni ipotetiche. Se nella COI democrazia governano solo delle maggioranze in cui prevalgono delle élites, queste costituiscono, comunque, delle élite elette.
Norberto Bobbio è fautore anch’egli del Positivismo giuridico. Parla di avalutatività del diritto, di una scienza del diritto come studio dei mezzi e non di fini etico - politici.
Carl Schmitt sostiene la tesi dell’autonomia del politico e considera fondamentale il problema della decisionalità. Contro le tesi di Kelsen, pone il caso dello stato di eccezione, in cui la decisionalità è nelle mani del “sovrano” e completamente svincolata dai limiti della legge. Fondamentale è, inoltre, la distinzione fra amico e nemico.
Nikias Luhmann propone un approccio sistemico - cibernetico. Il sistema socio-politico tanto più riesce a funzionare quanto più riesce a ridurre la complessità, cioè a selezionare rapidamente le informazioni necessarie e a tradurle in procedure decisionali.
Per Jurgen Habermas con lo sviluppo del capitalismo moderno è aumentato il controllo sull’opinione pubblica. Egli critica la sociologia funzionalista, perché nel sistema sociale operano soggetti che perseguono (mi. La teoria sociale deve essere fondata su un interesse emancipativo degli uomini. Occorre favorire in ciascun membro della società competenze comunicative che consentano di riconoscere le molteplici forme di disturbo e distorsione della comunicazione operate dal potere.
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