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-Sigmund Freud-

È un medico, non propriamente un filosofo.
Lui ci da una visione dell’uomo di tipo scientifico.
Mette a punto una terapia alternativa a quelle usate comunemente in quei tempi (le malattie mentali si curavano operando chirurgicamente).
Quindi essenzialmente scrive per documentare i suoi studi sulla psicanalisi.
Non gli interessa la realtà, ma fa un’analisi sulla sofferenza dell’uomo, centrata sui disturbi mentali. In questo periodo di questo argomento se ne sapeva veramente poco, e Freud, a differenza degli altri medici, non studia il comportamento del paziente, ma ciò che lo determina, ossia la psiche.
Quindi lui sviluppa una psicologia scientifica: in quegli anni le malattie mentali si operavano chirurgicamente (è una conseguenza delle teorie del positivismo).

Ora, con la crisi del positivismo, si aprono di più le strade, non è lui l’unico che studia la psiche umana, ma c’è anche un altro medico che usa l’ipnosi per curare le malattie mentali (non è quindi l’unico che capisce che dietro ai comportamenti c’è qualcosa di emotivo).

I due si incontrano e discutono tale tecnica: l’ipnosi fa riaffiorare quei ricordi affettivi che sono stati soppressi.
Ma comunque in questo metodo c’è ancora una visione meccanicistica: la dimensione psichica è vista come un insieme di energie che non hanno avuto la possibilità di esprimersi, sono state represse, non sono riuscite a fluire nel giusto modo (sono come dei canali psichici, che si intoppano e l’acqua al suo interno non riesce a fluire bene) → l’ipnosi riesce a sfogare questo intoppo → Freud condivide queste teorie.

La psicanalisi nasce quando Freud riesce a capire che si può riuscire a studiare la psiche in uno stato di veglia. In questo periodo scrive: “Interpretazione dei sogni” e “Psicopatologia della vita quotidiana”.
5 anni prima, pubblica, in collaborazione di Breuer, gli studi sull’isteria (non è nulla di organico, è solamente un disturbo mentale); quando diciamo “non riesco a fare questo” è la mente che lo impone, non il corpo.

Quando studia questi casi clinici (tutte donne) i due medici vedono retrocedere il sintomo con l’ipnosi. Tali donne dicevano tutte di aver subito traumi legati alla sessualità. Questi medici riescono a capire che sono solo fantasie delle pazienti, non sono realmente accaduti. Freud invece riesce a capire che il punto centrale della malattia sono proprio le questioni sessuali. Gli altri medici però non condividono le sue tesi, e molto presto Freud si ritrova da solo.

→ la psicanalisi nasce quindi mettendo al centro la sessualità → la sessualità è come un’energia che poi si dirama e assume altre forme Tutto nasce da lì, l’origine di tutti i problemi è legato alla LIBIDO, è quindi una cosa interna alla persona.
Freud è così convinto di ciò che arriva anche a sperimentare le sue teorie sulla psicanalisi su se stesso.

La psicanalisi pensa di promuovere la persona → è finalizzata allo sviluppo della persona, a differenza dell’ipnosi, nella quale la persona era incosciente, in uno stato di veglia.

-L’interpretazione dei sogni-

Scritto nel 1900, 5 anni dopo i suoi studi sulla nevrosi.
Il sogno è un compromesso tra gli impulsi rimossi e la censura, è sempre una soddisfazione di un desiderio; esistono infatti degli impulsi repressi che vengono censurati, nei sogni trovano poi il loro sfogo.
La censura controlla che tali pulsioni non escano dall’inconscio; il lavoro onirico è quella cosa che smaschera le pulsioni ed è così che nasce il sogno.

Il sogno è costruito dal lavoro onirico con 3 elementi:
_Simbolizzazione: tutto ha un significato.
_Spostamento: avviene quando sogno una cosa ma gli do delle caratteristiche che non sono propriamente sue, sposto un dato reale da una cosa all’altra (es. sogno la luna con le caratteristiche del sole).
_Condensazione: quando un elemento mette insieme 2 dati reali (sole e luna sono una cosa unica, inscindibile).

Si deduce che non è molto semplice interpretare i sogni, la psicanalisi è quindi tutta una questione di interpretazione.

-Teoria della sessualità-

Il grande desiderio principale dell’uomo è il desiderio della vita, legata quindi alla riproduzione, che è a sua volta legata alla libido. Freud pensa che: questa libido non la troviamo così “di colpo” nella pubertà, ma c’è sempre, anche nei neonati. Il bambino per Freud è un “perverso polimorfo”.

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