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Introduzione
Sartre come tutti gli esistenzialisti cerca di spiegare la categoria dell’esistenza.
L’esistenza è un modo di essere dell’uomo che all’improvviso si trova nel mondo, non per sua scelta, e deve capire qual è il senso del suo esistere.
Partendo dalla fenomenologia (studia i processi della coscienza, come essa si relazione con la realtà, l’intenzionalità della coscienza), parla della coscienza, facendo una distinzione tra essere in sé e essere per sé
- Essere in sé: sono le cose del mondo, del dato.
Le cose che mi trovo davanti hanno delle caratteristiche, sono determinate.
- Essere per sé è la coscienza: essa non ha un identità o un essenza , è una relazione , un rapporto con le cose (l’aveva detto anche Kant che era una struttura).
Alla coscienza è impossibile dare un fondamento.

Sartre

Ammirato scrittore, scrive anche opere di filosofia, tra cui il manifesto dell’esistenzialismo “l’essere e il nulla” pubblicata nel 1943 anno in cui la Francia viene occupata dai nazisti e divisa:
- Al sud c’era il regime collaborazionista
- Al nord i nazisti

Le altre due opere fondamentali sono:
- La nausea nel 1938, prima della guerra
- L’esistenzialismo è un umanismo nel 1946

La nausea

Il protagonista si chiama Roquentin e presenta gli stessi tratti di Sartre. È uno storico che lavora a una ricerca. Del romanzo è importante la situazione psicologica del protagonista, perché rappresenta la visione del mondo dell’esistenzialismo. Egli è afflitto da una nausea che lo distacca da tutto e tutti.
Perde la volontà, e diventa passivo in tutto ciò che fa.
Tutte le cose appaiono pesanti, prive di senso, così come anche le parole.
Il soggetto del mondo non è l’uomo, ma il mondo stesso: le cose si presentano all’uomo impotente come cose autonome.
Il protagonista capisce il significato della sua malattia nel momento in cui si trova in un parco seduto di fronte alla radice di un castagno: essa snodandosi in tante direzioni vuole significare l’insensatezza della vita.
Ogni cosa esce fuori dai suoi confini: questo accesso non è gioia di vivere, ma un disfacimento mortale.

Siamo liberi, ma in senso tragico, in quanto siamo privi di senso, abitati da un nulla che non si può colmare.
La libertà è una condanna perché significa che non possiamo essere qualcosa, e la coscienza non può far altro che “nullificare”, divorare nel suo nulla ogni cosa.

Il protagonista capisce che è sbagliato il rapporto tra la coscienza e il mondo: l’uomo che è gettato nel mondo deve dare un significato alle cose che si trova di fronte in qualche mondo si difende, dà alle cose il significato che lui ritiene che abbiano.
Non sei libero di non essere libero: sei obbligato a scegliere, ad interpretare la realtà.
Sartre presenta il dualismo tra essere e nulla:
- essere sono le cose del mondo
- nulla è la coscienza perché essa non ha l’essere non è una realtà determinata e deducibile, conoscibile, è semplicemente una relazione con le cose. Nullifica il dato: la coscienza quando si trova di fronte alle cose gli toglie il senso e gli attribuisce il suo significato. Questo nullificare comporta la nausea che subentra nel momento in cui ti rendi conto che tutto ciò che ti trovi davanti non ha senso
La nausea è il sentimento che prova l’uomo costretto a vivere in un mondo con cui non ha nulla a che fare
Il mondo è diviso in due sfere: da una parte c’è il soggetto, dall’altra l’oggetto.
Questa spaccatura si collega a quella fatta da Kant tra mondo morale e mondo della natura
L’essere e il nulla: il rapporto con l’altro
Ogni coscienza è estranea al mondo e a tutte le altre coscienze.
L’unico ente di cui conosciamo la libertà siamo noi stessi, gli altri sono oggetti.
L’arte rappresenta la via d’uscita dal pessimismo e dalla solitudine, perché ci porta fuori dal mondo
In quest’opera affronta il problema dell’altro: dell’esigenza del rapporto con gli altri uomini.
Tema del conflitto con gli altri:
“L’inferno sono gli altri”  l’altro è un ostacolo, perché la coscienza, essere per sé, ad un certo punto tende a diventare essere per l’altro, si mette in relazione con un altro uomo, che è un'altra coscienza, tende a ridurla ad un oggetto ma l’altro non si fa nullificare perché è una coscienza, e subentra quella che lui chiama la vergogna: non la provi se sei solo, ma se ci sono gli altri perché c’è un'altra coscienza che ti guarda e che tende a ridurti a un oggetto.
L’uomo deve impegnarsi e prendere posizione assumendosi la responsabilità delle sue azioni.

L’esistenzialismo è un umanismo

L’uomo è veramente uomo solo quando si dà da fare nel mondo, scontrandosi con la sua durezza.
L’esistenzialismo di Sartre diventa ancora più ateo a causa dell’esperienza della guerra e della Liberazione.
Se Dio non esiste, non esiste neanche un altro mondo in cui far valere i nostri valori, e non ci sono valori già precostruiti: l’uomo non ha un essenza bell’è pronta, ma è ciò che di se stesso fa.
L’uomo è responsabile di ciò che è, perché lui ha scelto il suo essere, perché lo ha voluto.
Inizialmente Sartre pensava che ognuno di noi restava chiuso nella sua individualità e non si apriva mai agli altri. Ognuno era nemico degli altri.
Poi cambia idea: ogni azione compiuta da qualcuno è rivolta agli altri.
In questo modo riprende la morale di Kant (“io devo agire in modo che la mia azione possa valere per tutti gli uomini”).
La differenza sta nel fatto che per Kant i principi universali erano già contenuti nella ragione.

Per Sartre siamo noi a doverli creare  il contenuto dell’esistenzialismo diventa la creazione di valori universali a partire dalle situazioni storiche in cui ci troviamo
Dire che l’esistenzialismo è un umanismo significa affermare che non esiste un altro mondo, trascendente, perché il destino dell’uomo è terreno.
Per Sartre l’esistenzialismo è una concezione materialistica.
Si avvicina all’ottimismo: l’uomo non lotta da solo col mondo, ma insieme a tutti gli altri uomini.
L’umanità lotta per affermare i propri valori liberamente scelti, è questo l’unico valore.
Umanismo non è che l’aspirazione alla libertà che unisce tutti gli uomini
- Gruppo: insieme di persone che condividono qualcosa
- Serie: insieme di uomini disposti uno accanto all’altro, a nessuno interessa dell’altro

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