È una forma di realismo giuridico in senso proprio o stretto, condivide qualcosa con la definizione giuridica del realismo giuridico, ma è un'ulteriore manifestazione, si differenzia per taluni aspetti, non secondari.
Il realismo giuridico scandinavo, che si è sviluppato prevalentemente in Svezia, ma anche in altri paesi della Scandinavia, con una connotazione danese che è costituita da Alf Ross.
Ha avuto una storia più lunga, tra la seconda metà dell'800 e viene messa a frutto da Ross negli anni 50/60 nel 900. Il realismo giuridico nord americano non aveva dei presupposti filosofici generali da cui muovere, il realismo giuridico scandinavo prende le mosse da dei presupposti filosofici generali e alla luce di questi si accosta allo studio del diritto. Ha uno sviluppo temporale molto lungo. Sono autori nati seconda metà dell’800 ma iniziano a produrre le loro opere rilevanti di fondazione del movimento, a cavallo tra la fine 800 ma soprattutto inizio 900.
Alla fine lo stesso Alf Ross (1899-1979), autore di “Diritto e giustizia” del 1953.

Possiamo distinguere gli autori fondatori del movimento sono tutti svedesi:
- Axel Hägerström (1868-1939);
- Vilhelm Lundstedt (1882-1955);
- Alf Ross (1899-1979) è danese;
- Karl Olivecrona, autore importante perché la sua opera principale ha un titolo emblematico rispetto ai propositi del realismo giuridico scandinavo, l’opera è alle base, “Il diritto come fatto” 1939. Il titolo è emblematico perché il realismo giuridico si chiama così, viene etichettato così perché guarda al diritto come un fenomeno collegato alla realtà. Se la realtà per i realisti giuridici americani è quella dei giudici, che stabiliscono loro che cosa è diritto e cosa non lo è, cosa è illecito o illecito. La realtà a cui guardano, i fatti dei realisti giuridici scandinavi, è una filtrata attraverso una precisa filosofia generale di riferimento.

I realisti giuridici scandinavi prendono le mosse da una filosofia generale di fondo che si misura con dei dati empirici, con i fatti. I realisti giuridici scandinavi muovono da una filosofia di fondo che possiamo definire empirica o empiristica. Per loro è sensato occuparsi soltanto di quei fenomeni che sono empiricamente percepiti. Ecco perché il diritto come fatto. Tutte quelle nozioni e situazioni che non hanno un riferimento nel mondo dei fatti, non hanno senso. Questi aspetti sono molto rilevanti quando tratteremo dei concetti giuridici. Tra i realisti giuridici scandinavi ci sono delle differenze specifiche significative, ma le tesi di fondo sono generali e condivise.
Tra i primi realisti giuridici scandinavi, Hägerström, in particolare, il diritto e il suo linguaggio, il lessico tipico del diritto, esprimersi in termini di diritto soggettivo, sanzione, norma veniva considerato delle formule alla stregua di formule magiche. Il lavoro di Hägerström è proprio diritto e magia. Voleva dissacrare l’aurea del lessico tipico dei giuristi. Secondo lui i giuristi usano delle nozioni che non hanno riferimenti empirici, così come in alcune società primitive gli stregoni impressionavano con delle presunte magie gli appartenenti al gruppo, per tenerla sotto scacco. Allo stesso modo il diritto tiene sotto scacco i consociati.

I giuristi realisti scandinavi muovono una critica feroce a tutte quelle nozioni che dal loro punto di vista sono nozioni giuridiche prive di un riscontro empirico.

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