Erectus 967 punti

Popper

Il falsificazionismo

Ne Il mito della cornice, Popper riassume in tre punti la sua concezione del metodo scientifico (problema, risoluzione e l'imparare dagli errori) che consiste nella capacità di risolvere problemi attraverso un confronto intersoggettivo di condivisione, ossia di discussione critica delle soluzioni. Tali critiche sono sempre possibili in quanto anche la scienza, al pari di ogni prodotto umano, è fallibile. In particolare, egli rifiuta il principio di verificazione neopositivista (ad esempio Shlick riteneva che per mostrare il significato di un enunciato, bisognasse attribuirgli delle definizioni ostensive a cui l'enunciato stesso si riferiva) poiché ritiene che le congetture non possono essere stabilite come sicuramente vere e che soprattutto è impossibile verificare empiricamente un'asserzione universale, perché non potremmo mai esaurire il controllo dei casi particolari. Popper introduce allora il principio di falsificazione, in base al quale una teoria scientifica si caratterizza per il fatto di poter essere falsificata, o meglio, se e solo se esiste un falsificatore potenziale: è infatti sufficiente un solo caso particolare contrario per invalidare un asserto universale. Egli inoltre destituisce di validità scientifica l'induzione, in quanto la scienza non procede dall'osservazione alla teoria, poiché nessuna teoria può derivare da asserzioni singolari, per quanto numerose siano queste ultime (per quanto numerosi siano i cigni bianchi che possiamo aver osservato, ciò non giustifica la conclusione che tutti i cigni sono bianchi). Il metodo della scienza non è dunque induttivo, bensì ipotetico-deduttivo, ossia lo scienziato avanza ipotesi da cui dedurre previsioni da sottoporre alla prova dei fatti. Secondo Popper, le teorie sono come reti gettate sul mondo che servono a spiegarlo, a dominarlo. Nonostante le teorie scientifiche non possano essere verificate, è però possibile che siano “corroborate” ogni volta che si fanno osservazioni di controllo che non le falsificano. La corroborazione indica che una teoria scientifica viene “avvalorata”, non verificata.

Scienza vs pseudoscienza (marxismo e psicoanalisi)

Mentre i neopositivisti ritenevano gli asserti della metafisica insensati in quanto privi di riferimenti empirici verificabili, Popper rivaluta la metafisica poiché alcune volte ha addirittura anticipato la scienza (nonostante non sia “corroborabile”): ad esempio l'ipotesi dell'atomismo, prima di essere elaborata come teoria scientifica aveva costituito il discorso metafisico dell'antico Democrito. La metafisica però, a differenza della scienza, non è falsificabile. In particolare Popper si scaglia contro il marxismo e la psicoanalisi (pseudoscienze) che sembravano evitare la prova dei fatti e quando qualche evento politico, storico, oppure qualche caso clinico si mostrava sfavorevole, veniva prontamente negato, sollevando eccezioni, avanzando spiegazioni di comodo, come se questi saperi cercassero solo conferme attraverso “tecniche divinatorie” e non falsificazioni come le scienze.

La critica alle utopie totalitarie: La società aperta e i suoi nemici

L'impegno speculativo di Popper si è rivolto anche all'etica e alla politica, a difesa della democrazia quale unica forma di governo in grado di applicare il metodo critico-razionale, capace di controllare ed emendare gli “errori”. Nella democrazia i governanti possono essere licenziati dai governati senza spargimenti di sangue, favorendo lo sviluppo di una società aperta in cui gli individui prendono autonomamente decisioni, criticando i miti e i tabù che non ritengono condivisibili. Ad essa si contrappone la società chiusa, criticata da Popper, in cui gli individui sono sottomessi allo Stato come una “totalità”. Popper chiama “storicismo” le teorie che hanno risvolti dispotici e che si sono presentate come “filosofie della storia”, ma che in realtà opprimono l'individuo e la sua libertà:
la Repubblica di Platone, che proponeva una polis gerarchica in cui il filosofo-re è autorizzato persino a mentire e a inventare miti per garantire la stabilità e l'unità della città;
lo Stato etico di Hegel, che manifesta l'olismo, ossia che utilizza il termine collettivo “Stato” come se indicasse una totalità sussistente di per sé, dotata di un'esistenza propria e persino superiore a quella degli individui traducendolo in una sorta di “sostanza super-individuale”;

la predizione di Marx relativa all'avvento della società comunista, e alla storia di lotte di classe.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email