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L'oltre uomo di Nietzsche

Ci vuole forza per dire di sì alla vita che non è solo passioni travolgenti, ma anche sofferenza, dispiaceri. L'oltre uomo è questo, è colui che va oltre l'uomo stesso, non essere un uomo che va oltre. L'uomo oltre cui N. invita ad andare è colui che coincide con l'io e con il pensiero. Io sono in quanto vivo, sono istinto, sono passione. Non più sottrarsi, ma andare oltre l'uomo tradizionale, conforme, ragionevole. Ci vuole molta forza ad accettare l'esistenza così com'è, senza ricorrere a consolazioni.

"Genealogia della morale" è un'opera in cui N. si chiede come abbiano fatto i preti a prendere il sopravvento, a dire che l'esistenza è peccato. I preti (che predicano penitenza) hanno vinto sull'uomo dallo spirito libero perchè soffriva e aveva bisogno di spiegazioni. L'oltre uomo va oltre, contro i quei principi considerati veri ed eterni: valori, morale.. Ciò non significa che bisogna vivere nel caos, senza regole. La morale nasce come una sorta di meccanismo di compensazione.

Dobbiamo pur vivere rispettando dei codici di comportamento, una cosa è vivere sapendo che quei codici sono veri, altra che sono falsi. Con la morale, la negazione ha vinto sull'affermazione. Bisogna fare qualcosa essendo consapevoli che è ciò che dobbiamo fare, ma non credendo nell'eternità dei valori.

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