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Friedrich Nietzsche (1844-1900) è stato un filosofo e letterato tedesco. I problemi familiari e sentimentali che lo coinvolsero gli procurarono una storia clinica di depressione e cedimenti nervosi. Per Nietzsche, però, la malattia e lo squilibrio mentale sono la chiave per l’intuizione di concetti che altrimenti non sarebbe stato possibile comprendere. La malattia, dunque, aiuta la conoscenza e dona al filosofo una freddezza di ragionamento senza limiti che lo elevano dal resto dei sani.
Alcuni lo considerano indirettamente responsabile di una parte dell’ideologia nazista, ma bisogna considerare sia il suo squilibrio mentale, sia il fatto che le teorie di Nietzsche risalgono a più di 30 anni prima del Nazismo e, per ultimo, il fatto che la sua filosofia è stata spesso, come nel caso di D’annunzio, mal interpretata.
La filosofia di Nietzsche può considerarsi coscientemente asistematica: è fatta di intuizioni, affermazioni scioccanti e spesso i contraddizione, aforismi e, a volte, di scritti in stile profetico, come nel caso di Così parlò Zarathustra (1883-1885), profeta del 1000 a.C. che Nietzsche fa parlare al suo posto alla maniera di Platone.
Il pensiero di Nietzsche attraversa varie fasi molto diverse tra loro: gli scritti giovanili, il periodo illuminista, il “meriggio” e il “tramonto”. Gli scritti giovanili sono influenzati dalla filosofia di Schopenhauer e dalla musica di Wagner, in generale si concentrano, quindi, sulla volontà di vivere. Il periodo illuminista è rappresentato dalla negazione delle influenze precedenti, soprattutto di Schopenhauer, dove la volontà di vita è assente: Nietzsche accetta la vita.
Per quanto riguarda gli ultimi due periodi, quelli della filosofia di Nietzsche come la conosciamo, abbiamo diverse parole d’ordine che ci aiutano a delineare il pensiero del filosofo: il tema del sospetto e quello del superuomo, la morte di Dio, l’eterno ritorno e la volontà di potenza.
- Per quanto riguarda il tema del sospetto, Nietzsche vuole mettere in discussione il passato e tutto ciò che è stato accettato a priori e consacrato come verità assoluta, egli dice infatti di sé stesso “io sono dinamite”. Gli scritti “del sospetto”, quindi, sono dedicati alla sistematica distruzione dei valori occidentali tradizionali: la religione e il cristianesimo-ebraismo e l’antichità greco-

classica, a partire da Platone e Socrate. Questi ultimi vengono attaccati in modo talmente duro, che la loro filosofia è considerata “la nascita della tragedia”(scritto giovanile). Lo spirito greco aveva nell’antichità due tendenze: una apollinea, di armonia, razionalità e stasi e una dionisiaca, di ebbrezza, di controllo e di oppressione. Nella prima tragedia greca queste tendenze si compensavano in equilibrio, ma dopo l’arrivo di Platone e Socrate, e metaforicamente della ragione, l’aspetto dionisiaco viene abbandonato, l’armonia uccide l’impulso vitale.
- La filosofia di Nietzsche del superomismo o della nazificazione/denazificazione (ispirerà poi i filosofi del Nazismo) si inserisce all’interno del discorso sul progresso e sulla liberazione dell’umanità sotto la guida dell’uomo nuovo. La nazificazione delinea il superomismo e la volontà di potenza, la denazificazione indica la liberazione dell’uomo dai valori tradizionali cristiani e classici. La morale della vita per Nietzsche, a differenza del “tu devi” della religione, è “io voglio”.
La morte di Dio è annunciata da Nietzsche ne “La gaia scienza”, scritto profetico e apocalittico sulla morte di Dio e sull’esistenza del “divino nulla”. È scritto che alcuni uomini, non tutti, dovranno mettersi in azione e andare oltre i limiti, saranno i superuomini, metaforicamente fanciulli e infanti, ossia esseri che accettano il mondo e la vita per quelli che sono.
In Zarathustra, invece, appare il tema dell’eterno ritorno e dell’amor fati: la vita torna sempre su sé stessa, ciò che è avvenuto avverrà di nuovo, sempre uguale a sé stesso. Il superuomo deve accettarlo, accettare il destino e amarlo (amor fati). Attraverso la volontà di potenza di cui è dotato, il superuomo accetta l’eterno ritorno e agisce per ciò che vuole e può volere, ciò che sa ha voluto e può quindi ottenere nel presente, per il “così volli”, anche se la volontà di potenza significa sopraffazione del debole, del diverso, dell’estraneo e anti-equalitarismo, il fine giustifica il mezzo, la schiavitù è necessaria perché altri siano liberi. Quest’ultimo tema è stato quello mal interpretato dai filosofi nazisti e utilizzato da Hitler nel Mein Kampf rigurdo la pulizia della razza.

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