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Attraverso il suo percorso filologico di ricerca della verità, Nietzsche perviene ad una conclusione: non esistono verità assolute. Tutti i filosofi affermavano che bisognasse amare e ricercare la verità, ma nessuno mai era riuscito a spiegare cosa fosse essenzialmente la verità. Nietzsche afferma che la verità è interpretazione: non esistono verità assolute in quanto tutte le verità dipendono dalla storia e dalla soggettività.
Il secondo periodo del pensiero nietzscheano è la fase illuminista e nichilista, in cui il filosofo si pone l’obiettivo di illuminare le menti umane, liberarle dalle menzogne, smantellando tutte le certezze e i punti di riferimento, per questo motivo è definita “filosofia del mattino”.
Illuminismo e nichilismo apparentemente potrebbero essere considerati due aspetti contraddittori, in realtà, sono consequenziali: l’uomo è prigioniero delle limitazioni morali e religiose che lui stesso si è posto, soggiogando il proprio vitalismo per ricercare dei punti di riferimento. Infatti, a partire da Socrate in poi, gli uomini non sono più riusciti a sopportare il disordine e hanno elaborato teorie filosofiche, religiose e scientifiche, per cercare di rifuggire dalla realtà irrazionale e caotica. Nietzsche, come il leone (che simboleggia lo spirito libero che si affranca dalla tradizione), morde e lacera, distrugge tutte le false certezze, per condurre l’uomo verso la libertà, ovvero la scoperta che non esistono verità certe, tutto è relativo e le dottrine della metafisica e della religione sono solo delle invenzioni consolatorie.

Nietzsche mette in dubbio ogni aspetto della realtà, infatti, è considerato il filosofo del sospetto. Bisogna sospettare di tutto, nel mondo non esistono certezze poiché la ragione non è in grado di comprendere la verità e il mondo, il filosofo così distruggeva l’ideale della scienza in grado di condurre l’uomo verso la felicità, nonostante ne apprezzasse il metodo liberatorio, essa è infatti definita “gaia”.
Nietzsche ha insegnato ad andare oltre l’apparenza portando il nichilismo al massimo grado, bisogna fare un uso filosofico del sospetto, egli, infatti, affermava che dobbiamo trattare gli altri con astio per poterli comprendere, in quanto quando siamo ben disposti verso qualcuno gli attribuiamo splendide qualità, talvolta inesistenti, per poter comprendere noi stessi, dobbiamo adoperare lo stesso atteggiamento.
Nietzsche porta il nichilismo all’estremizzazione annunciando la morte di Dio. Essa rappresenta il crollo di tutti i valori, di tutte le illusioni metafisiche che avevano rappresentato per l’uomo un appiglio per sfuggire dall’orrida constatazione del disordine e del vuoto. È stato l’uomo stesso ad uccidere Dio con la razionalità, ritrovandosi di fronte alla terribile realtà e a dover accettare il vuoto provocato dall’assenza di Dio e di tutto ciò che Egli ha rappresentato.
L’uomo, tuttavia, non si era ancora reso conto delle gravi conseguenze comportate dall’uccisione di Dio: Nietzsche coglie in anticipo la crisi che nel Novecento avrebbe investito completamente l’uomo, il quale si sarebbe trovato da solo di fronte alla realtà caotica e all’impossibilità di comprendere il mondo e se stesso.
Nietzsche affianca la critica della metafisica, ad una decostruzione della morale, la quale viene presentata come una maschera dietro la quale l’uomo si è nascosto per non accettare la realtà. L’uomo ha indossato la maschera dell’ordine e della razionalità, ma questi aspetti, senza la precedente accettazione del disordine dal quale derivano, non sono che punti di riferimento inconsistenti, pronti a crollare da un momento all’altro.

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