pexolo di pexolo
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Gesù di Nazareth e Cristo


La critica al Cristianesimo è profonda, tanto che arriva a criticare l’equivocità dello stesso termine “cristianesimo”, in quanto «è esistito un solo cristiano e questi morì sulla croce […] la Chiesa è esattamente ciò contro cui Gesù ha predicato e contro cui egli ha insegnato ai suoi discepoli a combattere». Gesù, ritenendosi immune da ogni peccato (poiché figlio di Dio) raggiunse quella consapevolezza di piena innocenza e irresponsabilità che oggi è acquisibile mediante il sapere; egli è venuto a rompere l’assoluta trascendenza del Dio giudice, rendendolo il più vicino Dio dell’Amore, a portare la Buona Novella, ovvero l’annuncio dell’amore contro la legge, del Nuovo contro il Vecchio Testamento, a sconvolgere le leggi del Sinedrio e, per questo, a meritarsi l’appellativo di Santo Anarchico. Cristo è, invece, pura invenzione degli Apostoli: nella croce essi hanno visto annullate tutte le loro speranze e, dato che non potevano reggere all’insensatezza, vivere senza un fine, si sono inventati la Resurrezione e la Redenzione; fu soprattutto San Paolo che trasformò la nuova morale dell’amore in morale decadente: dalla Buona Novella egli ha creato la Chiesa gerarchica, snaturando il desiderio che Gesù aveva espresso contro la legge del Vecchio Testamento. In contrapposizione a Socrate, che finalizzava completamente la sua ricerca alla Ragione, Gesù credeva nell’Amore; ma, alla fine, anch’egli scelse di morire e per questo divenne decadente, poiché lo spirito dionisiaco dice sì alla Vita.
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