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Marx

Nasce in Germania, da una famiglia ebrea nel 1818 e muore a Londra nel 1883.
La sua educazione fu liberale; Studia a Bonn e Berlino, a Berlino entra in contatto con gli ambienti della sinistra hegeliana.
Inizialmente intraprende gli studi giuridici, per poi spostarsi a filosofia dove si laurea con una tesi sulla “ Differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro”, due esponenti del materialismo.
Nel 1843, a Parigi ha i primi contatti con i circoli rivoluzionari europei; inoltre stringe amicizia con Engels, un amicizia che durerà sino alla morte e sarà di conforto intellettuale, morale e materiale.
CARATTERISTICHE DEL MARXISMO

1. La sua irriducibilità alla dimensione puramente filosofica
L’analisi che Marx esegue sulla storia, sulla società (etc…) non è solo filosofica, ma anche politica, economica, sociale, è quindi un analisi globale.

Le influenze culturali alla base del Marxismo sono varie: tra quelle filosofiche troviamo grande influenza dei filosofi tedeschi Hegel e Feuerbach, tra quelle invece concerni l’economia politica e socialista Smith e Ricardo.

2. La prassi
L’analisi per quanto possa essere speculativa e filosofica deve tradursi concretamente nella prassi. Marx infatti ha perseguito per tutta la sua vita l’ideale dell’unione tra teoria e prassi : un ideale che metteva in atto un incontro tra realtà e razionalità.

Critica al misticismo religioso di Hegel
Marx prende posizione radicale contro Hegel e nel testo “Critica della filosofia hegeliana e del diritto pubblico” lo accusa di misticismo logico, cioè secondo Marx, Hegel tende a fare apparire le istituzioni come delle allegorie, egli fa delle realtà empiriche delle manifestazioni necessarie dello spirito: invece che constatare ad esempio, che in certi ordinamenti storici vi è la monarchia, Hegel afferma che lo stato presuppone obbligatoriamente la monarchia, inoltre ne deduce la piena logicità, lo legittima in base al suo principio per il quale ciò che è necessario è anche razionale; quindi vede lo stato come manifestazione necessaria dello spirito, ed è per questo che per Marx è una visione rovesciata rispetto alla realtà.
Al misticismo logico di Hegel, Marx contrappone il metodo trasformativo , consistente nel riconoscere di nuovo ciò che è veramente soggetto e ciò che è veramente predicato, precedentemente capovolti dall’idealismo, il quale faceva del concreto, manifestazione dell’astratto.

“Mentre l’uomo comune e il filosofo realista pensano che esistano prima le mele, le pere, le fragole, le mandorle reali e poi il concetto di frutto, Hegel pensa che esista il concetto di frutto e poi i frutti concreti come sue manifestazioni necessarie e derivate.” (Marx sostiene che Hegel anteponesse a tutto "l'idea". Cioè: prima esiste il concetto frutta, poi esistono mela, pera, banana ecc. Marx sosteneva invece che prima si dovesse partire dal concreto, come ad esempio mela, pera e banana per poi passare all'eidos frutta.)
Questo metodo mistico, oltre ad essere fallace sul piano filosofico, è anche conservatore sul piano politico in quanto si configura come un giustificazionismo politico che conduce alla legittimazione ed all’accettazione dello stato e delle sue istituzioni.

Critica della civiltà moderna e del liberalismo
Marx critica fortemente la società moderna, in quanto essa, secondo il filosofo predica una falsa universalità, come è falsa la pretesa dello Stato nel porsi perseguitare dell’interesse comune; esso infatti è semplice strumento per il perseguimento degli interessi delle classi più forti, dove le disuguaglianze, l’individualismo, l’egoismo e l’atomismo (separazione del singolo dalla comunità) fanno da padrone.
Mentre i diritti dell’uomo, la libertà individuale, la proprietà privata erano stati difficilmente conquistati dalla Rivoluzione Francese, e poi visti come vera vincita, secondo Marx non sono altro che proiezioni politiche di una società strutturalmente contro-sociale, ricercando così un modello di società che punti alla democrazia e all’uguaglianza, un uguaglianza ottenibile, sempre secondo Marx, attraverso l’eliminazione della proprietà privata, riuscendo così a creare una comunità solidiale con il conseguente recupero dell’ essenza sociale umana, con una società organica, non più formata dal singolo, ma dal gruppo.

Inoltre critica, definendo mistificazione la concezione di Hegel secondo il quale la maniera per realizzare una comunità solidale sia quella di mettere in campo strumenti politici come la corporazione, la burocrazia e lo Stato; strumenti ai quali Marx opporrà eliminazione delle disuguaglianze.

Critica dell'economia borghese e alienazione

Marx assume un duplice atteggiamento nei confronti dell’economia borghese, infatti da un lato viene vista come espressione teorica della società capitalistica, dall’altro essa fornisce un immagine falsa del mondo borghese.
Secondo Marx tale società eternizza il sistema capitalistico, vedendolo come l’unico modo naturale ed immutabile per produrre e distribuire la ricchezza.
Inoltre la società capitalistica è contraddistinta dalla conflittualità tra lavoro salariato e capitale, tra borghesia e proletariato, contraddizione che nei Manoscritti di Marx viene chiamata “alienazione”.
Ma mentre per Hegel l’alienazione è sia un momento positivo che negativo, per Feuerbach e Marx è puramente negativo, anche se mentre per Feuerbach è un fatto prevalentemente coscienziale, per Marx è un fatto reale, di natura sociologica, che si identifica nella condizione storica del salariato nell’ambito della società capitalistica.
L’alienazione dell’operaio presenta 4 caratteristiche principali :
• Il lavoratore è alienato rispetto al prodotto della sua attività; produce quindi un oggetto che non gli appartiene in virtù della sua forza lavoro
• Il lavoratore è alienato rispetto alla sua stessa attività: essa infatti prende la forma di un lavoro forzato, in cui l’operaio è solo uno strumento dei fini del capitalista (il profitto).
• Il lavoratore è alienato rispetto al suo stesso Wesen, cioè alla sua essenza,infatti l’uomo viene quasi equiparato all’animale, poiché mentre prima la sostanziale differenza tra uomo ed animale era il lavoro libero, con il lavoro “forzato” egli perde la creatività.
• Il lavoratore è alienato rispetto al prossimo, in quanto per l’operaio il prossimo è il capitalista.
Secondo Marx la causa del meccanismo globale d’alienazione, sta nella proprietà privata dei mezzi di produzione che permettono al capitalista di utilizzare (e sfruttare) il lavoro dei salariati per produrre la sua ricchezza. Per superare l’alienazione secondo Marx bisogna superare il regime della proprietà privata e con il comunismo.

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