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Sigmund Freud: le fasi dello sviluppo psicosessuale

La Grande guerra sancisce definitivamente la fine della “belle èpoque”, il rovinoso crollo degli imperi centrali di Prussia e di Austria-Ungheria e il primo affacciarsi sulla scena internazionale della nascente potenza degli Stati Uniti d’America.
Gli studi che in quegli anni stava compiendo Sigmund Freud sulla psichiatrica, scoperchiando per la prima volta il mondo che ciascuno di noi ha nel proprio subconscio e che a volta riesce a manifestarsi solo attraverso i nostri sogni o i nostri desideri repressi, contribuiscono ad aprire ulteriori orizzonti di ricerca.
Freud (1856-1933), laureato in medicina, si dedicò all’attività psichiatrica e allo studio di disturbi psichici. Egli muove dal presupposto che non tutto ciò che accade nella mente umana è trasparente alla coscienza. C’è una parte della psiche di cui non siamo consapevoli: l’incoscio. Il lato razionale e cosciente, il conscio, lotta con l’incoscio, dando forma ad un apparato psichico.

Freud chiama metapsicologia lo studio di come è fatto e funziona il sistema psichico. L’Es è la sede delle tendenze irrazionali e dell’incoscio. Vi originano le pulsioni, desideri potenti, rappresentazioni psichiche di bisogni fondamentali da soddisfare. In un primo tempo Freud considerò due forze pulsionali principali: sessuali e di autoconservazione. A partire dal 1920, rivede la sua concezione e introduce accanto a pulsioni costruttive di vita, onore e riproduzione (Eros), pulsioni distruttive di morte (Thànatos). Forse sul ripensamento fanno influito l’impressione delle prima guerra mondiale, che aveva messo in luce la distruttività umana e sgretolato l’illusione di un costante progresso pacifico, come la morte della figlia. Mentre l’Es è fatto di bisogni incosci, l’Io è razionale e cerca di mediare tra realtà e pulsioni. L’Es segue il principio del piacere, l’Io il principio della realtà. Il super-Io fa da coscienza morale. Controlla le scelte badando, non a che cosa è piacevole o conveniente per l’individuo, ma a che cosa è giusto o sbagliato. Alla nascita, il bambino possiede solo l’Es, perciò i più piccoli vogliono e basta. Presto però si sviluppa l’Io e il bambino impara a controllarsi in relazione al mondo esterno. Il primo nucleo del Super-Io invece si forma solo verso i 3-4 anni, quando il bambino comincia a interiorizzare i valori dei genitori e dell’ambiente sociale. Secondo Freud si succedono cinque fasi psico sessuali, in ciascuna delle quali è investita una specifica zona corporea. La prima fase, è la fase opale (0-1 anno). Il centro del piacere è la zona orale. E’il periodo dell’allattamento. Il bambino, secondo Freud, in questa fase sviluppa attaccamento per la persona che soddisfa le sue pulsioni orali, di regola la madre. La seconda fase è la fase anale (1-3 anni) è il periodo in cui il bambino impara a controllare gli sfinteri. L’ano diventa sensibile. La terza fase è la fase fallica (3-5 anni). La sensibilità si sposta sui genitali. Il fenomeno più importante di questo periodo è il complesso di Edipo. Il bambino comincia a vedere nella madre un oggetto sessuale. Il padre, che può accedere al corpo della madre con una facilità a lui non concessa, appare una specie di rivale in amore.
Tuttavia è anche figura potente, da temere, che può punirlo. Perciò il bambino è combattuto tra principio del piacere e desiderio della madre da una parte, e dall’altra principio di realtà e rispetto del padre. La quarta fase è la latenza (5-12 anni). E’ un periodo di calma, di ricomposizione e preparazione all’ondata evolutiva successiva. La quinta fase è la fase genitale (12-18 anni). La pubertà risveglia l’interesse sessuale. Il grande cambiamento di questo periodo è lo spostamento all’esterno del proprio corpo dalla parte di eccitazione, che porta all’amore eterosessuale o alla sessualità matura.

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