Freud - La rivoluzione psicoanalitica e l’interpretazione dei sogni

Sigmund Freud nasce nel 1860 in Moravia. Egli non è un vero e proprio filosofo, ma un medico. Nonostante viva nel periodo del tardo positivismo, viene educato secondo il concetto di scienza proprio del positivismo. Conosce molto bene la filosofia, studia soprattutto autori come Schopenhauer e Nietzsche. La scoperta più grande e rivoluzionaria di Freud è quella dell’inconscio, ossia la realtà psichica profonda di cui il conscio è solo la manifestazione superficiale. Con questa affermazione egli distrugge 2000 anni di pensiero filosofico; fino ad allora infatti si riteneva l’Io come coscienza e consapevolezza. Freud era consapevole che la sua scoperta sarebbe stata paragonabile alla rivoluzione copernicana e alla teoria di Darwin e proprio per questo motivo quando si parla di Freud si parla di Rivoluzione psicoanalitica. La psicoanalisi, fondata da Freud alla fine dell’800, è l’analisi della psiche; una disciplina a statuto scientifico che ha come dominio di indagine la conoscenza dell’individuo attraverso il soggetto stesso. Non procede da un punto di vista neutrale esterno, ma attraverso gli stessi processi soggettivi che condizionano l’esperienza conoscitiva del soggetto. La psicoanalisi è quindi un procedimento d’indagine dei processi psichici che si poneva come cura per i disturbi nevrotici. Freud suddivide la psiche umana partendo proprio dallo studio dei questi disturbi; infatti ogni nevrosi scaturisce da un conflitto tra forze, forze che vengono dall’inconscio. L’inconscio, come abbiamo già definito, è un insieme di processi che sfuggono alla coscienza, un’area della vita psichica non consapevole, in cui agiscono desideri, pulsioni e conflitti in cui sono depositati traumi ed esperienze emotivamente non accettabili dalla coscienza. L’inconscio si divide, secondo una prima topica freudiana, in preconscio e rimosso: il preconscio sono i ricordi che sono stati momentaneamente dimenticati ma che in virtù di uno sforzo di memoria possono diventare consci; il rimosso è l’insieme di elementi stabilmente inconsci e mantenuti tali da una specifica forza, la rimozione, che può venir superata solo attraverso particolari tecniche. Le tecniche che Freud ha individuato per penetrare nella sfera dell’inconscio sono quattro: ipnosi, associazioni libere, lapsus o atti mancati, interpretazione dei sogni. Il primo, ossi l’ipnosi, per il medico non era molto efficace; questa tecnica era stata sperimentata precedentemente da colleghi come Charcot e Breuer e lo stesso Freud l’aveva approfondita con il caso della paziente Anna O.. Il secondo metodo, quello delle associazioni libere è il metodo privilegiato dallo scienziato austriaco poiché era meno invasivo dell’ipnosi. Si tratta di mettere il malato in condizione di agio e confidenza con l’analista così da essere in grado di poter dire tutto ciò che gli veniva in mente. Era poi compito dell’analista ordinare tutti i pensieri del malato ed analizzarli facendo in modo che tra le varie parole da lui pronunciate si instaurassero delle catene associative collegate con il materiale rimosso che si voleva portare alla luce. I lapsus, detti anche atti mancati, sono degli errori apparentementi casuali, bizzarri o privi di senso (come ad esempio gli errori linguistici o i vuoti di memoria) che, secondo la teoria freudiana, il soggetto compie sull’impulso di un’istanza inconscia e diventa il canale per esprimere pensieri che altrimenti la censura, legata alla coscienza, rimuoverebbe. Il quarto e ultimo metodo é quello dell’interpretazione dei sogni. Per spiegarla, Freud pubblica nel 1900 il suo capolavoro, intitolato appunto “L’interpretazione dei sogni” (titolo originale “Die Traumdeutung”), un’opera che avrebbe dovuto fungere da manuale di medicina. Quest’opera fu per la psicopatologia un contributo tanto rivoluzionario quanto lo era stato “L’origine delle specie” di Darwin in biologia. Sigmund Freud inizia a stendere la sua opera dopo un sogno fatto nel luglio 1895, conosciuto come “Il sogno dell’iniezione a Irma”, che accese il suo interesse per quest’aspetto della vita psichica e cominciò una sua autoanalisi che lo convinse che la differenza tra il nevrotico e l’individuo normale fosse una differenza d’intensità piuttosto che di qualità. Egli comprese e dichiarò che ogni psicoanalista avrebbe dovuto iniziare un’auto-analisi e approfondirla sempre più soprattutto quando ha in osservazione dei pazienti. I sogni, dice Freud, sono la “via regia che porta alla conoscenza dell’inconscio nella vita psichica”; ma la definizione più importante di sogno é “l’appagamento camuffato di un desiderio rimosso”. Le fonti del desiderio possono essere molteplici: episodi del giorno precedente in cui il desiderio sia stato represso, stimoli endogeni (fame o sete), strati di materiale inconscio, situazioni della prima infanzia. Durante il sonno, il controllo vigile dell’Io, é sospeso e questo consente l’emergere di strati inconsci e di desideri proibiti e penosi che vengono espressi in maniera deformata e camuffata attraverso la censura onirica. Per questo motivo, Freud distingue il contenuto del sogno in contenuto manifesto e contenuto latente. Il contenuto manifesto é lo svolgersi degli avvenimenti onirici, il contenuto latente sono il motivo del desiderio; in poche parole, il contenuto manifesto dei sogni é nient’altro che la forma elaborata e travestita, sotto effetto della censura, in cui si presentano i desideri latenti. La censura onirica si avvale di alcuni meccanismi, i quali operano per camuffare il vero contenuto del sogno. Tali operazioni costituiscono il lavoro onirico e possono essere identificate come : spostamento, condensazione, identificazione, ambivalenza. Con spostamento si intende ad esempio la sostituzione di una persona con un’altra, per cui l’affetto rimane lo stesso (sia di amore o di odio) ma viene trasferito su una persona estranea o indifferente. La condensazione si verifica quando un elemento del sogno ne raggruppa molti altri, per esempio un personaggio del sogno può condensare caratteristiche di più personaggi, il che vuol dire che il sogno manifesto costituisce una versione molto concentrata dei pensieri, sensazioni e desideri che compongono il contenuto onirico latente. L’identificazione si basa sul fatto che il sognatore può identificarsi in altre persone attribuendo loro sentimenti o facendogli assumere comportamenti che egli si vieta pur desiderandoli. L’ambivalenza infine consiste nel farsi sostituire in un sogno da un altro personaggio che metta in luce la propria ambivalenza riguardo ad alcuni desideri, per esempio sessuali. Il conflitto tra desiderio e sentimento di colpa ad esso associato viene così risolto con una soluzione di compromesso.

Molti critici di Freud, hanno portato l’esempio dei sogni d’ansia per confutare la definizione di sogno, secondo la quale essi sono tutti la realizzazione di un desiderio nascosto. Quindi secondo questa definizione, anche i sogni d’ansia dovrebbero essere la soddisfazione di un desiderio “d’ansia”. Secondo Freud, invece, in questo tipo di sogni, il contenuto latente é riuscito a forzare le difese e a giungere alla coscienza, cioè al contenuto manifesto del sogno in maniera troppo diretta e allarmando quindi il sognatore.. Strettamente collegati ai sogni d’ansia ci sono anche i sogni di punizione. Qui il sogno manifesto anziché esprimere un desiderio, esprime una fantasia più o meno mascherata della punizione per il desiderio stesso. Un sogno d’angoscia tipico può essere, per una donna, l’inseguimento da parte di un uomo. Entra in gioco la conversione del contrario; il desiderio sessuale proibito si trasforma in una persecuzione e minaccia sessuali angosciosi e subiti. Tutta la gamma degli affetti può subire la stessa trasformazione: l’odio può divenire amore, la tristezza trasformarsi in gioia, l’attrazione sessuale in ripugnanza.
Freud, nell’Interpretazione dei sogni, fa due tentativi per costruire un modello dell’apparato psichico. Questi due tentativi vengono chiamati “topiche”, parola che viene dal greco e che significa “teoria dei luoghi”. Freud sente la necessità di utilizzare la nozione di “luogo psichico” con la quale possa differenziare un certo numero di sistemi, attribuire loro caratteri e funzioni diverse, disporli in un certo ordine e, così, dedurre l’ordine di successione delle fasi di un processo che si svolge nel tempo. Nella prima topica, il medico austriaco suddivide la psiche in tre sistemi, Inconscio (Ucs), Preconscio (Pcs) e Conscio (Cs). Nella seconda topica, la più importante, elaborata da Freud nel 1920, egli invece distingue tre “istanze”: l’Es, l’Io, il Super-io. L’Es é il “calderone” in cui vi sono tutte le esperienze, i traumi, i desideri tenuti nascosti attraverso la rimozione che costituiscono la matrice originaria della nostra psiche. Per queste sue caratteristiche, l’ Es non conosce “né il bene, né il male, né la moralità” ma obbedisce unicamente “all’inesorabile principio del piacere”. Il Super-io é ciò che comunemente viene chiamato coscienza morale, ossia l’insieme delle proibizioni che sono state insinuate nell’uomo nei primi anni di vita e che lo accompagnano sempre in maniera consapevole. Freud definisce il Super-io come il “successore e rappresentante dei genitori”. L’Io é la parte organizzata della personalità che si trova a dover mediare le pulsioni che provengono dall’Es, dal Super-io e dall’esterno.
E’ importante dire che non bisogna assolutamente confondere tra di loro le due topiche , oppure di farne corrispondere i termini; infatti, anche se l’Es può essere identificato con l’inconscio, l’Io e il Super-Io non coincidono direttamente con conscio e preconscio, ma partecipano anch’essi, sotto alcuni aspetti, al sistema inconscio.
Con queste due suddivisioni della psiche umana, Freud riesce ad occupare uno dei posti più importanti all’interno di quella scienza che é la psicologia ed é anche grazie a lui se al giorno d’oggi si riescono a curare i disturbi psichici, poiché dopo di lui ci sono state sì scoperte importanti, ma non grandi quanto la sua scoperta dell’inconscio. Egli dunque ha spianato la strada a tutti gli psicologi e psicanalisti successivi.

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