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Sigmund Freud e la psicoanalisi

Il termine psicoanalisi può avere diversi usi:
1)In primo luogo riguarda la psichiatria, ovvero si tratta di un trattamento particolare rivolto a quelle persone affette da un disagio psichico.
2)In secondo luogo, riguarda una teoria generale della personalità e anche una concezione globale dell'uomo e della società, che può essere paragonata alla teoria di Darwin sull'origine delle specie.
La psicoanalisi affonda le sue radici nell'opera del medico viennese Sigmund Freud (nato a Freiberg in Moravia nel 1856 e morto a Londra nel settembre del 1939).
Nel 1885 Freud era un giovane e brillante medico viennese, specializzato nel trattamento dei "disturbi nervosi" (come comunemente vengono chiamati). All'epoca, la medicina non possedeva teorie sufficienti a spiegare tali disturbi e non possedeva nemmeno gli strumenti adeguati per trattarlo. Infatti si tendeva ad attribuire i disturbi a cause organiche non ben identificabili e curarli con metodi inefficaci quanto inadeguati (come ad esempio l'elettroterapia o l'idroterapia).

La psichiatria del 800' era particolarmente impreparata sulle cosiddette " patologie isteriche". Il termine "isteria" deriva dal greco "hysteron", che significa utero, e per tale motivo si riteneva che fosse una patologia della quale ne fossero affette soltanto le donne.
L'isteria presenta un quadro clinico che è caratterizzato da sintomi vari, nei quali i disturbi psicologici (come fobie o confusioni mentali) stanno a contatto con delle manifestazioni a carico del fisico.
Una visione nuova sull'isteria fu sostenuta dal neurologo francese Jean Martin Charcot (1825-1893), che presso la clinica parigina della Salpetrier iniziò a curare i pazienti isterici con l'ipnosi, ottenendo in molti casi la scomparsa dei sintomi.
La tecnica dell'ipnosi consisteva nel portare il paziente ad uno stato di coscienza simile a quello del sonno, in modo da indurlo ad accettare le istruzioni dell'ipnotizzatore.
Anche Freud (che seguì tra il 1885-1886 le lezioni di Charcot) praticò inizialmente la tecnica dell'ipnosi, lavorando con lo psichiatra tedesco Joseph Broier (1842-1925). Procedendo in questa strada Freud capiì che l'ipnosi apriva ad una strada e ad un'interpretazione del tutto nuova sull'isteria. Scoprì che il paziente era in grado di rievocare eventi della sua vita che credeva di aver dimenticato. Spesso rivivendo i sentimenti e i pensieri legati all'esperienza, il paziente guariva dai suoi sintomi patologici.
A tal proposito rimango fondamentale citare il caso di Anna O (lettera e non numero): Anna O. fu una giovane donna che venne curata prima da Broier e poi da Freud. Essa presentava tra gli altri sintomi, una irrefrenabile paura dell'acqua. Questo disturbo scomparì quando, ovviamente sotto ipnosi, riuscì a ricordare un episodio accaduto pochi mesi prima ( il cane della sua governante, persona a lei poco gradita, aveva bevuto in un bicchiere) e aveva rivissuto la sensazione di disgusto che provó in quel momento, ma che non aveva mai espresso.
Freud comprese che i sintomi delle malattie psichiche erano la manifestazione esterna di una "causa", all'interno di una dimensione che con il pensiero cosciente non poteva raggiugere né con un semplice sforzo di riflessione nédi memoria. Chiamò questo lato profondo della coscienza "Inconscio".

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