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Freud, Sigismund Schlomo, detto Sigmund (1856, Freiberg in Moravia – 1939, Londra)

Opere principali:
- “L’interpretazione dei sogni”, 1900
- “Psicopatologia della vita quotidiana”, 1901
- “Tre saggi sulla teoria della sessualità”, 1905
- “Totem e tabù”, 1913
- “Al di là del principio di piacere”, 1920
- “L’avvenire di un’illusione”, 1927
- “Il disagio della civiltà”, 1929

Freud fu un medico che rivoluzionò la psicanalitica.
Maestri del sospetto:
- Marx: alla radice dei fenomeni umani c’è l’aspetto socio-economico.
- Nietzsche: smantella tutte le credenze metafisiche.
- Freud: smantella le certezze sull’interiorità dell’uomo stesso  vita psichica + inconscio. Noi non siamo quello che crediamo di essere e appariamo, ma molto di più. La nostra personalità ha profondità abissali inconsce.

Psicanalisi è:
- Indagine sulla struttura della psiche
- Terapia medica (per curare la nevrosi)
- Visione del mondo che aspira ad essere scientifica

Indagatore e indagato sono uomini, sono la stessa persona: è possibile che sia una scienza? No, secondo Karl Popper, perché ci possono essere analisi diverse a seconda dei punti di vista. È comunque un nuovo modo di vedere il mondo, una nuova disciplina con una funzione ermeneutica, interpretativa della realtà.
Come parte l’indagine di Freud? Dai cosiddetti studi sull’isteria: con alcuni collaboratori come Joseph Breuer si prefigge l’obiettivo di poter curare l’isteria delle donne (è considerata una malattia tipicamente femminile). L’isteria è una paralisi, accompagnata da fobie, perdita di memoria, incapacità di parlare.
L'ipnosi viene quindi usata come metodo terapeutico: in tal modo riescono a venir fuori i ricordi penosi del passato, che riescono a scaricare il passato effetto emotivo, la tensione. Se il soggetto, dunque, non scarica adeguatamente la carica affettiva legata all’evento, l’equilibrio psichico viene turbato in maniera eccessiva e l’io finisce col nascondersi in ricordi dell’evento traumatico, operando una rimozione.
Nel nuovo pensiero di Freud c’è dunque ancora una radice positivistica: intende il sistema psichico come un sistema in equilibrio dal punto di vista fisiologico e neurologico. Se manca questo equilibrio, l’energia non scaricata trova uno scarico di ripiego dirigendosi verso i nervi e provocando una “nevrosi di conversione”: il fenomeno psichico si converte in fisico.

Abreazione: scarica emotiva (l’effetto catartico è alla base della teoria psicanalitica).
Freud è un uomo del positivismo: crede nel positivismo psichico = noi siamo il nostro passato.
Il metodo catartico viene rielaborato da Freud, che abbandona l’ipnosi e si avvicina al colloquio psicanalitico delle libere associazioni.
L’origine della nevrosi è prevalentemente sessuale e infantile: determinismo psichico.
Freud vive nell’epoca vittoriana: la sessualità di cui parla deve essere taciuta per imposizione morale.
Metodo delle associazioni libere: traslazione, transfert = si trasferiscono sulla persona del medico i sentimenti del paziente, la sua emotività, la sua affettività. Il paziente deve identificare il psicanalista con un sostituto parentale. L’amore per i genitori non è sempre stato puro e se il paziente riesce a scaricare sullo psicanalista i sentimenti più negativi, la psicanalisi funziona.
Freud ci svela l’ambivalenza della vita psichica: anche per questo è maestro del sospetto.

“L’interpretazione dei sogni” (1900) : il sogno è “la via regia per l’inconscio”, l’appagamento di un desiderio rimosso, il risultato di un compromesso tra gli impulsi rimossi e la censura, sempre attiva nella psiche, anche durante il sonno. Si parla di contenuto manifesto e contenuto latente: il primo corrisponde alle immagini che si ricordano al risveglio, il secondo è il contenuto più profondo, il desiderio rimosso che è stato deformato per eludere la censura, generalmente legato a desideri connessi alla sessualità infantile. L’inconscio, nel sogno, cerca di venire fuori. Bisogna riportare in equilibrio il sistema psichico tramite delle valvole di scarico come il sogno, guardiano del sonno, che è l’appagamento mascherato del lavoro onirico di un desiderio rimosso.

Il presupposto fondamentale della psicologia freudiana è il determinismo psichico (dietro ad esso ci sta il positivismo): ogni evento psichico è l’effetto di una causa precisa e a sua volta può causare un effetto -> nella psiche nulla è casuale (anche tic, atti mancati e lapsus sono rivelatori), tutto anzi ha un significato e tutto è legato casualmente a tutto il resto.
La vita psichica è determinata dalle esperienze infantili, sia consapevoli sia inconsce: esse determinano in modo necessario ciò che accadrà nella vita psichica adulta. Noi siamo il risultato della nostra infanzia. Essendo determinata, la vita psichica è indagabile dallo psicanalista. Lo strutturarsi della psiche è reso difficile da conflitti non risolti, i quali possono essere portati in superficie e sgravati dalla loro carica che fa sì che il sistema non sia più in equilibrio.

Freud opera un'indagine sulla sessualità, che non è limitata alla procreazione. La fa riferire a tutta la vita dell’individuo. Sessualità è intesa come affettività, uno dei cardini di tutta la vita, e si sviluppa attraverso fasi ben precise, analizzate nei “Tre saggi sulla teoria della sessualità” (1905). La sessualità è presente sin dall’inizio nel bambino e si sviluppa in tre distinte fasi corrispondenti alle operazioni vitali elementari e agli organi connessi:
- Fase orale (primo anno di vita)
- Fase anale (da uno a tre anni)
- Fase genitale / edipica (da tre a cinque anni)
Poi c’è una fase di latenza, in cui non si manifesta la sessualità. A questa seguono l’età puberale, genitale in senso stretto o fallica e l’età adulta, nelle quali torna a manifestarsi.

Bocca, ano e genitali sono zone erogene che, svolgendo le funzioni vitali, diventano anche sede di piacere e soddisfacimento sessuale. Per il bambino neonato nella fase orale il sentimento assolutamente naturale di piacere viene percepito con la bocca (suzione / allattamento). Nella fase anale sono invece importanti le funzioni corporee.
La sessualità del nevrotico non si è sviluppata completamente perché la sua energia è rimasta legata ad una certa fase dello sviluppo infantile.
La psiche umana è, per Freud, un sistema bioenergetico tendente all’equilibrio, ma costantemente turbato da fattori esterni e interni: questi ultimi sono le pulsioni, definite come “un certo ammontare di energia, che preme verso una certa direzione”, qualcosa “al limite tra lo psichico e il corporeo”. L’energia sessuale è la libido, che può essere indirizzata anche verso una soddisfazione non genitale: nell’amicizia e nei rapporti sociali, nel lavoro, nell’arte e nella scienza. Questa ridirezione della libido è detta sublimazione, processo basilare nella costruzione della civiltà.
Il desiderio libidico per eccellenza è il complesso di Edipo (1910), che avviene nel periodo infantile: è l’attaccamento al genitore di sesso opposto e la gelosia per quello dello stesso sesso, considerato come rivale. La “relazione edipica” è una serie di fantasie, affetti e desideri che il bambino forma tra i 3 e i 5 anni, è una relazione universale / nucleare che sarà di base per tutte le relazioni successive. I sentimenti contrastanti che il bambino prova verso i genitori sono all’origine di forti conflitti psichici e dell’ambivalenza della psiche umana che mischia aggressività e desiderio, amore e odio.
Il primo oggetto d’amore per tutti i bambini è la mamma. Tutto risulta più complicato per la bambina, che deve annullare almeno in parte l’affetto iniziale per la madre e spostarlo sul padre. Ella si trova a considerare la madre, che è stata il suo primo amore, come una rivale.

Freud, in “Al di là del principio di piacere”, divide le pulsioni in due categorie antagoniste:
- Pulsioni erotiche o Eros: sono alla base di tutte le tendenze che favoriscono la vita, propria e degli altri (pulsioni sessuali e di autoconservazione), all’origine dei legami affettivi (amore, cura, protezione, amicizia) e sono la manifestazione psichica delle forze che negli organismi viventi resistono alla disgregazione.
- Pulsioni di morte o Thanathos: sono la manifestazione della tendenza fatale di ogni forma vivente a ritornare allo stato inorganico, all’equilibrio definitivo che è la morte; sono alla base dei sentimenti di invidia e di odio e dell’aggressività (il nemico principale della vita associata e della civiltà, costruita faticosamente grazie alle pulsioni erotiche).
Nella psiche individuale, tuttavia, le due forze spesso si intrecciano, producendo risultati contraddittori o dannosi, ma anche utili.

In “Totem e Tabù”, prima applicazione della psicanalisi all’antropologia, Freud cerca di mostrare il valore universale del complesso di Edipo, ponendolo all’origine della morale, della religione e della civiltà. Nel racconto freudiano le orde degli uomini primitivi erano dominate da un maschio prepotente che teneva tutte le donne per sé, amato e odiato allo stesso tempo: venne infine ucciso dai figli, mangiato, e sostituito da un animale totem intoccabile, che col tempo diventò il dio-padre delle religioni monoteistiche. Il rimorso per l’uccisione del padre diede origine alla coscienza morale; la proibizione dell’incesto diede origine alla famiglia monogamica e al vincolo sociale.

Nell’“Avvenire di un’illusione” Freud presenta la religione monoteista come un’illusione originata dalla relazione edipica: la rappresentazione di Dio come essere onnipotente ha origine dal rapporto del figlio col padre temuto-amato ora proiettato in cielo, la fiducia della provvidenza dalla fiducia infantile nella protezione paterna. Le rappresentazioni religiose sono dunque illusioni che traggono efficacia dalla forza dei desideri umani: esorcizzano il terrore della morte, riconciliano l’uomo con la crudeltà del fato e compensano delle sofferenze imposte dal progresso civile.
Queste funzioni vengono svolte però servendosi di forze emotive sottratte al controllo critico della ragione: in quanto soddisfacimento illusorio, la religione è come la nevrosi; i riti religiosi presentano analogie con i rituali dei nevrotici ossessivi.

Indagine della psiche: emergono le due topiche psicologiche =
1. In un capitolo de “L’interpretazione dei sogni”, Freud divide la psiche in tre luoghi / sistemi:
- Conscio: chiaro, familiare, consapevole.
- Pre-/Sub-conscio: materiale non immediatamente presente alla coscienza, ma che può affiorare.
- Inconscio: abisso che può tornare alla mente con strumenti di copertura, perché è ciò che abbiamo rimosso.
2. Le tre istanze, invece, sono:
- Es: è la parte evolutivamente primitiva della psiche, tutto ciò che viene ereditato alla nascita, è la “parte oscura, inaccessibile della nostra personalità”, “ un caos, un crogiuolo di di eccitamenti ribollenti”, il “regno del non logico”. a. Risponde solo al “principio del piacere” e non della realtà (i piaceri non sopportano la non-soddisfazione degli impulsi stessi). b. Non risponde al alcuna caratteristica spazio temporale (≠Kant) né al principio logico di non contraddizione (≠Aristotele). Es ipertrofico -> personalità paranoica / delinquente e affetta da grave psicosi.
- Super-io: è l’istanza del controllo, l’insieme dei divieti e delle proibizioni proiettate all’interno nell’infanzia e che fungono come censori della vita psichica in tutta la vita. È la coscienza morale, un giudice interno che “osserva, guida e minaccia l’Io”. Risponde solo al “principio del dovere”. Super-io troppo rigido -> nevrosi.
- Io: è il moderatore, il mediatore, la parte cosciente della psiche e la sua funzione primaria è l’autoconservazione. È l’intermediario tra l’Es e l’ambiente; esercita un controllo e valuta, grazie all’esperienza e alla memoria, se sia conveniente di volta in volta soddisfare la pulsione; agisce secondo il “principio di realtà”. Ha tre tiranni severi nei confronti dei quali deve porsi come moderatore: Es, Super-io e ambiente. Nessuno di questi deve emergere troppo rispetto all’altro.

Queste due topiche non si corrispondono (solo inconscio ed es).

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