Ominide 311 punti

Esistenzialismo


L’esistenzialismo riprende questioni richiamate dalla filosofia di Kierkegaard. I due riferimenti fondamentali sono quindi il filosofo prima citato e la fenomenologia. Viene ripreso anche qualcosa di Hegel che si avvicina all’esistenzialismo solo per quanto riguarda la fenomenologia dello spirito, perché legata alla esistenza umana.
Con Kierkegaard condividono la posizione nei confronti della scienza, e il tema dell’esistenza del sintomo e della sua individualità.
Vengono rifiutate le concezioni idealistiche e della scienza, l’uomo resta solo di fronte alle proprie scelte.

Sartre ha anche un approccio laico, che porta l’uomo ad un senso di disorientamento in quanto non ha più punti di riferimento che diano senso all’esistenza. Tuttavia l’esistenzialismo di Sarte si avvicina più ad un umanesimo per questo lo farà cadere di nuovo in una ideologia.
Per l’uomo c’è un’assoluta individualità, è privo di qualsiasi elemento di aiuto, nasce infatti in questo periodo anche la necessità di scindere il sapere scientifico dall’uomo, in quanto il primo riguarda solo i metodi.

L’uomo è artefice di se stesso e delle proprie azioni. L’esistenza è qualcosa di essenziale e tende a rapportarsi con una trascendenza che però non coglie, e i segni di tale trascendenza possono solo che essere intuiti.
Nella Nausea di Sarte la realtà ha senso per come la percepisco io , non si tratta di un oggetto ben definito con una sua identità esterna, il modo è vissuto tramite le nostre sensazioni.
L’uomo e le cose vengono distinti. L’uomo ha infatti un potenziale dato dal suo essere al mondo, e ha date prerogative per come la sua vita si è sviluppata. L’uomo è infatti il demiurgo del proprio avvenire. Riprende da Husserl il concetto che la coscienza è apertura al mondo, ma il mondo non è l’esistenza, e quando l’uomo non ha più scopi il modo resta privo di senso, ed è da qui che nasce il sentimento di nausea.


Jaspers: distingue la scienza e la filosofia, la quale non può essere ridotta a scienza inquinato non può donarci il senso della vita. Ciò che noi vogliamo conoscere è l’essere, che Jasper chiama il “tutto-abbracciante”, che si annunzia a noi continuamente ma non riusciamo mai a raggiungerlo. Si parla di cifre della trascendenza per quelle cose che ci avvicinano ad essa ma non ci permettono di raggiungerla.
Oltre l’intelletto, che corrisponde alla scienza, è presente anche la ragione, ed è a lei che Jasper affida l’illuminazione della esistenza. Jasper dunque fa sua la distinzione Hegeliana tra intelletto e ragione, allontanandosi sia dai razionalisti che dagli irrazionalisti.
La filosofia è invece quell’attività che chiarisce l’esistenza, infatti l’esistenza per Jasper starà sempre al di fuori dello studio scientifico dell’uomo. L’esistenza è individuale.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email