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La crisi del meccanicismo


Tra l'Ottocento e il Novecento lo sviluppo di una serie di programmi di ricerca in campo fisico - in primo luogo la termodinamica, e in seguito alcuni orientamenti interni all'elettromagnetismo e alla teoria cinetica dei gas - mandano in crisi il paradigma scientifico ed epistemologico che aveva dominato la cultura positivistica: il meccanicismo. Nel Novecento, la teoria einsteiniana della relatività e la meccanica quantistica contribuiscono all'affermazione di un nuovo modello di scienza che rivaluta le funzioni del soggetto nella ricerca e la nozione di relatività delle teorie scientifiche.

II convenzionalismo scientifico


La "crisi delle scienze" ottocentesche accende nella filosofia europea un fecondo, ma tormentato dibattito. Alle tendenze idealistiche che negavano la portata conoscitiva delle scienze e intendevano proporre nuovi modelli di sapere di tipo "irrazionalistico", si oppongono scienziati e filosofi che si propongono di difendere la razionalità scientifica, sia pure prendendo le distanze dal positivismo meccanicistico. Ernst Mach e i convenzionalisti francesi - Henri Poincaré e Pierre Duhem - propongono un'immagine della scienza come sapere fondato su finalità pratiche, "economiche". Il pensiero di Ernst Mach, in particolare, costituisce una delle critiche più radicali del positivismo. Egli intende dimostrare l'infondatezza della pretesa positivistica di ammettere solo quelle conoscenze che sono fondate sui dati ricavati dall'esperienza. A suo parere, invece, l'elemento qualificante della conoscenza è opera del soggetto e la scienza non è altro che un ordinamento convenzionale, compiuto con fini utilitaristici, dei dati dell'esperienza. In modo ancora più radicale, per i convenzionalisti francesi le teorie scientifiche non hanno un valore oggettivo, bensì solo convenzionale e utilitaristico. Per Poincaré sia la geometria sia la fisica hanno una natura convenzionale. Per Duhem la storia effettiva delle scienze dimostra lo statuto convenzionale delle teorie scientifiche e il carattere ipotetico-deduttivo del suo metodo.

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