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Positivismo

Il Positivismo è una corrente filosofica che ha dominato la seconda metà dell’Ottocento, ma che iniziò a svilupparsi intorno agli anni 40.
Positivismo deriva palesemente dal termine positivo, per due accezioni:
- positivo come qualcosa di buono, confidenza nel progresso umano, l’uomo è destinato a progredire;
- positivo come qualcosa che c’è, qualcosa che bisogna fare; indica un qualcosa di accertato, bisogna quindi basarsi sui fatti e sulle relazioni concrete tra i fatti.
Per il Positivismo la forma del sapere umano è il sapere scientifico, la Scienza è la regina del Positivismo.
La scienza è un sapere concreto e reale, quindi non astratto, che si basa su leggi e relazioni tra i fatti che sono sempre regolari. La realtà è quindi governata da leggi. Il Positivismo esclude perciò la metafisica.

Il sapere scientifico deve essere diffuso socialmente, tutti devono essere capaci di comprendere il sapere scientifico, questa viene chiamata Pedagogia Positivistica.
Il Positivismo è caratterizzata inoltre dal fatto che la scienza è un sapere certo e che la religione non è alla base ma ha un significato.
Il Positivismo è inoltre ottimista, si ha fiducia che la scienza e la tecnica possano formare il progresso continuo dell’uomo. Le scienze hanno un proprio linguaggio ma devono però avere un oggetto specifico.
Se il sapere ben fondato è solo quello scientifico, la filosofia che ruolo ha?
La filosofia serve per ordinare il quadro complessivo delle scienze e sintetizzare, unificare e generalizzare i risultati delle scienze, essa studia il metodo e poi mostra una visione complessiva dei risultati.
La scienza è l’unica disciplina che ci da la verità.
Per quanto riguarda la metafisica, alcuni non si pongono nemmeno il problema, altri ritengono che ci sia qualcosa oltre alla scienza ma non lo definiscono.

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