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I quattro argomenti di Zenone contro l'argomento

Il primo argomento di Zenone contro la realtà del movimento è detto "dello stadio", e dice che non si può raggiungere la fine dello stadio, poiché bisognerebbe prima arrivare alla metà di esso e prima alla metà della metà eccetera sino all'infinito, ma in un tempo finito risulta impossibile percorrere parti infinite di spazio.

Il secondo argomento, detto "dell' Achille", dice che se una tartaruga ha anche pochi passi di vantaggio rispetto ad Achille, essa non verrà mai raggiunta da Achille stesso, perché prima di raggiungerla Achille dovrebbe occupare la posizione occupata in precedenza dalla tartaruga, che intanto si sarà già portata avanti e spostata, anche se di poco; in questo modo la distanza tra la tartaruga e Achille non si ridurrà mai a zero.

Il terzo argomento è quello detto "della freccia": una freccia che appare in movimento è in realtà sempre immobile: essa infatti occupa , in un dato momento, uno spazio pari alla sua lunghezza, e cioè che è ferma: quindi poiché il tempo in cui essa si muove è fatto di tanti momenti, per ognuno di questi momenti la freccia sarà immobile.Da una somma di posizioni immobili e di momenti fermi a sé stessi non può scaturire un qualcosa di diverso da essi, ossia il movimento.

Il quarto argomento contro il movimento è quello delle "masse nello stadio".Viene considerato il più complesso ed afferma che, in un dato stadio, un punto (o un oggetto) che si muove va ad una data velocità e contemporaneamente al doppio di essa, a seconda del fatto che lo spettatore sia, rispettivamente, un punto immobile o mobile.In questo modo si genera un assurdo logico secondo cui la metà del tempo è uguale al doppio
Con il quarto argomento, Zenone ha inconsapevolmente scoperto, con millenni di anticipo, la teoria della relatività, scoperta poi definitivamente da Einstein. Con l'unica differenza che ciò che per Einstein è reale (il movimento), per Zenone è un assurdo logico che conferma la caratteristica del mondo di essere apparente, illusorio ed evanescente, arrivando così a difendere le tesi del maestro Parmenide, secondo il quale l'essere reale non è il mondo in cui viviamo.

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