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La virtù e il saggio stoico

La virtù è il retto agire, il saggio deve seguire sempre la ragione, deve diventare un’abitudine, una disposizione costante. Il vizio invece consiste in una distorsione della ragione; le passioni, infatti, sono giudizi errati,conseguenze di nozioni, opinioni ed educazione sbagliati che consistono nel confondere il bene con il piacere, il male con il dolore. La passione nasce quando l’uomo non ascolta la propria ragione, quando questa è traviata da fattori esterni. Fra le cose però intermedie tra virtù e vizio, Zenone individua due categorie distinte: le cose conformi a natura, preferibili, come la ricchezza, la salute e la bellezza e le cose contrarie alla natura, quindi non preferibili, come la malattia, la povertà e la bruttezza. Quando l’uomo può scegliere deve scegliere i valori, le cose preferibili, gli aspetti che potenziano la propria natura e gli permettono di compiere al meglio il proprio dovere ed esercitare pienamente la propria virtù.
I valori vanno preferiti sempre con la consapevolezza che sono indifferenti rispetto al bene. Se da una parte lo stoico è conformista, dall’altra è anche anticonformista perché non accetta per forza ciò che gli dicono gli altri, ma per lo più si conforma al tutto quando la sua ragione gli dice che è il tutto il proprio destino. Il saggio stoico è in sintonia con il fato, non si fa sopraffare dagli imprevisti, rispetto al dolore presente non oppone nulla, perché non si lamenta, perché il giudizio lo porta a capire che il male e le conseguenze negative sono nell’ordine delle cose.
Di fronte all’impossibilità di determinare e controllare le circostanze o gli eventi esterni retti dal destino che non si può mutare, ma solo seguire, al saggio resta solo la moralità delle proprie azioni che non si misura con il loro successo, ma con la purezza delle sue intenzioni. Dall’etica stoica derivano due conseguenze: la teorizzazione di un diritto naturale di cui l’uomo è portatore in quanto la sua ragione ha la stessa natura di quella universale e il cosmopolitismo, ossia la teoria secondo cui l’uomo è cittadino del mondo, ma mentre l’uomo comune vive nelle tradizioni e nelle passioni, conformato alla propria cultura, il saggio appartiene ad un’unica comunità e si sente a casa ovunque.

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