I SOFISTI
La parola sofista deriva da σοϕιστές (sapienti,conoscitori di tecniche particolari).I sofisti formano una vera e propria generazioni di intellettuali,allievi e adepti che svolgono, la cui attività politica e culturale si svolge unicamente ad Atene. La sofistica si sviluppa in un periodo storico che va dal dalla seconda metà del V secolo alla prima parte del IV secolo a.C. È importante dire che non è un caso che questo nuovo pensiero filosofico si cresce e si rafforza ad Atene. In quel periodo la capitale dell’Attica era uscita vincitrice dalle guerre contro i persiani e aveva imposto la propria democrazia su altre Città-Stato e regioni del bacino del Mediterraneo. Grazie alle leggi di Clistere ad Atene si era avuta una svolta democratica, soprattutto con la costituzione della Βουλή un’assemblea generale formata da cinquecento membri, per elezione democratica. La totale svolta democratica si ha con Pericle che si interessa maggiormente dei ceti subalterni e relegando ai margini l’aristocrazia tradizionale. I sofisti cominciarono ad assumere un ruolo sempre più rilevante poiché erano coloro che erano in grado di insegnare dietro compenso, τὲκνε πολιτικέ ovvero l’arte politica cioè l’insieme delle competenze che consentono a un cittadino di svolgere nel migliore dei modi la sua attività all’interno della vita associata. I sofisti sono coloro capaci di rendere un discorso apparentemente poco credibile in un ragionamento perfetto e lineare. In un primo momento i sofisti più importanti provengono da fuori Atene ( Protagora e Gorgia); successivamente si forma anche una generazione di sofisti ateniesi (Antifonte,Trasimaco,Crizia). Ai sofisti, si da il merito di aver sposato il fine dell’indagine della filosofia dalla ricerca dell’ ἀρχή (principio) all’uomo e al linguaggio ,ossia allo strumento principale della comunicazione umana. Questi nuovi filosofi,inoltre, tendono a collocare il fine della riflessione nell’utilità pratica piuttosto che nella conoscenza teorica. I sofisti,successivamente,saranno criticati da Aristotele,Platone e Senofonte che li definiranno falsi sapienti.

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