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Il Sofista per Platone

Nel sofista Platone continua il lavoro che ha fatto nel Politico tenendo tutti i rapporti che ci sono fra le idee sia quelli dei coinonia che quelli di diairesis tramite questa operazione si può arrivare a vedere se ci sono idee più specifiche e più generali.

Abbiamo dei generi sommi che racchiudono tutte le idee :
-Idea di essere
-Idea dell’identico
-Idea del diverso
-Idea della quiete
-Idea del movimento

Non esistono idee che non facciano parte di questi gruppi sopra elencati.
Possiamo trovare idee in quiete e in movimento ma non in senso locale ma in relazione alle idee stesse, per esempio l’idea di uomo è in quiete rispetto a se stessa ma non lo è rispetto a un'altra idea.

Però per continuare a parlare nel sofista dobbiamo commettere un parricidio ovvero uccidere la teoria di Parmenide. Infatti se noi dobbiamo differenziare gli enti fra di loro dobbiamo ammettere il non essere allora consideriamo il non essere non in senso assoluto ma lo consideriamo come non essere relativo. Cosi se consideriamo il non essere in senso relativo la teoria parmenidea cade ma se lo consideriamo in senso assoluto la teoria parmenidea non cade.

L’ultimo problema che affronta nel sofista è la definizione di non essere relativo lui lo chiama
Eteros Tou Outos (nome greco) ke sta a significare diverso dall’essere o diverso dall’ente.

Completando l’ultimo problema è dire cosa è l’essere, quando possiamo parlare di essere? Dove collochiamo l’essere nel mondo sensibile o quello delle idee? L’essere fa parte sia del mondo intelligibile che di quello sensibile. Quindi possiamo dire che il non essere è ciò che non può avere relazione con altra cosa mentre l’essere è tutto cioè che può avere una qualunque relazione con un'altra cosa.
Da questo si ricava che il mondo sensibile è in senso che esiste.

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