Il non sapere

"So di non sapere" è la celeberrima frase di Socrate, banale a prima vista, sottovalutata, ma in realtà ricca di significato e spunto di riflessione. E' innanzitutto un' aspra critica rivolta contro i sofisti, che presumevano di sapere, di essere dei filosofi e dententori di cultura e sapienza, ma che in realtà non avevano colto il vero valore della filosofia. Il non sapere è un punto di partenza per la filosofia di Socrate e non una fine, un punto di arresto. Chi ha interpretato in chiave scettica tale affermazione, infatti, non ha compreso il significato dell'intera filosofia e del dialogo socratico. Se infatti può essere considerata valida un'interpretazione agnostica in campo ontologico e cosmologico, altrettanto non può essere in campo etico e morale. Socrate infatti sa bene dove vuole partire: la consapevolezza di non sapere è un invito a conoscere, ad indagare, a imparare, per conquistare la vera sapienza. Non soffoca dunque la ricerca, ma ne apre le strade. Solo infatti chi è consapevole della propria ignoranza ha uno stimolo ad andare avanti nella ricerca; viceversa chi crede di sapere ogni cosa (per esempio i sofisti), non indaga, non sperimenta, non si domanda e perciò rimane fermo, immobile, statico. Da qui Socrate può incominciare il suo dialogo, "dia legon", la sua ricerca filosofica.

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